Il Tirreno

Prato

Il teatro Pergola minaccia il riconoscimento al Met di teatro stabile

di Carlandrea Poli

A denunciare la situazione il presidente del teatro di Prato Umberto Cecchi. “La struttura fiorentina vuole accorparsi col Goldoni per essere più forte”

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PRATO. Il teatro Pergola di Firenze sta ancora minacciando il riconoscimento al Metastasio di “stabile” della Toscana. A denunciarlo in commissione controllo e garanzia il presidente del Met, Umberto Cecchi: “Il direttore della Pergola ha parlato chiaro, vuole farne un teatro stabile e l'accorpamento col Goldoni è un chiaro esempio di allargamento e di un desiderio di esprimere una forza notevole”.

Quello pratese, invece, non ha all'attivo nessun accordo con altre strutture. “L'altra preoccupazione è verso l'establishment culturale, specialmente nell'asse Toscana-Pontedera. Per la sua città il governatore Rossi ha dato 1,6 milioni di euro mentre noi siamo riusciti a ottenere 150 mila euro aggiuntivi solo perché sono andato a chiederli all'assessore Scaletti”. Al presidente, comunque, resta l'amaro in bocca per la disparità di trattamento e la mancanza di equità verso Prato del governatore: “Almeno sui teatri Rossi sta facendo diversamente dal suo predecessore, Martini che pur essendo pratese non dava soldi in più al Metastasio a scapito degli altri”.

Globalmente le difficoltà finanziarie si esprimono in un dato: nel triennio 2010-13 i fondi concessi dai vari soci (Comune, Provincia, Regione) sono scesi di 650 mila euro, facendo del Met lo stabile più povero d'Italia: “Mediamente un teatro con le nostre caratteristiche ha una dotazione superiore di 500 mila euro”. Colpa dei soci istituzionali in primis, ma Cecchi non sottace l'assenza di sensibilità dei privati: “Non averne neanche uno in città è un grosso problema”. Le ristrettezze implicano, ad esempio, l'impossibilità di pubblicizzare gli abbonamenti sui giornali o di assicurare a tutti i precari la trasformazione dei loro contratti in assunzioni a tempo indeterminato. Priorità è stata data alla produzione, rispettando lo standard minimo dei 4 spettacoli fissato a livello nazionale per gli stabili.

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