Finanza
Scintille tra Rossi e il sindaco Cenni
Il presidente difende la sanità toscana, attacca il governo e con il primo cittadino è polemica sulla sicurezza
PRATO. È il giorno dell’ira, per il presidente della Regione Enrico Rossi, dei sassi tolti e scagliati. All’inaugurazione del Nuovo Ospedale di Prato ne ha per tutti e le scintille sprizzano con il sindaco Roberto Cenni.
Enrico Rossi viene a Prato per difendere a spada tratta la la sanità toscana e per rispedire al mittente alcune delle accuse velate sollevate dal primo cittadino di Prato.
Cenni sale sul palco e pianta quattro “paletti”, considerazioni e perplessità non nuove ma che provocano la reazione del governatore. Ribadisce tutte le perplessità sul trasferimento del 118 a Firenze: «Perché vorrei tenere i sevizi sul territorio», afferma che la capienza del Nuovo Ospedale è sottostimata «rispetto al numero di utenti effettivi a causa del numero di stranieri senza permesso di soggiorno e questo può provocare un gap nell’efficienza», parla di servizi territoriali da potenziare in riferimento al progetto di polo oncologico e di ricerca e afferma, con forza la necessità di mettere in sicurezza il vecchio Misericordia e Dolce: «Non voglio trovarmi- afferma Cenni - a spendere energie e uomini per dare soluzioni a un disagio forte che può nascere. La Regione non usi i tempi della politica ma quelli idonei alla vita di una città».
Più che esplicita la risposta di Rossi: «Il sindaco stia sereno, che la Regione ha a cuore il vecchio e il nuovo ospedale. Sul fronte della messa in sicurezza - prosegue Rossi - un accordo con i precedenti sindaci (Mattei in platea ndr) era stato trovato ed è stata la giunta Cenni a non volerlo rispettare». Storia antica quella del patto tra Comune e Regione, per l’acquisto dell’area del Misericordia e Dolce per 43 milioni, che Cenni, appena diventato sindaco, ha cassato. «Sarebbero stati soldi - ha detto spesso Cenni - che i cittadini avrebbero dovuto pagare di tasca propria, e che invece hanno risparmiato».
Rossi però è un fiume in piena: parte dal caso tragico dell’uccisione di Maria Grazie Maranghi, soffocata dal marito perchè malata di Alzheimer e promette più servizi per quel tipo di malattia degenerativa: «Ogni caso come quello di Prato - dice Rossi - è una sconfitta per tutti. Non bisogna lasciare soli i malati e le loro famiglie». Poi attacca la difesa ad oltranza della sanità toscana: «E’ la migliore - dice - come qualità, servizi e ricerca». Poi i bilanci: «Che sono a sono a posto e certificati - conclude il governato - abbiamo gestito con competenza, trasparenza e serietà». Punto e basta.
altro servizio a pagina 10
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
