Sicurezza
QUEL PEZZO DI CITTA’ SENZA FUTURO
DI CARLO BARTOLI Un’inaugurazione è sempre un momento felice, il taglio del nastro è un’occasione di gioia. Ma ieri un pezzo di quella felicità e di quella gioia sono state offuscate dalla mancata...
DI CARLO BARTOLI
Un’inaugurazione è sempre un momento felice, il taglio del nastro è un’occasione di gioia. Ma ieri un pezzo di quella felicità e di quella gioia sono state offuscate dalla mancata decisione riguardo al destino dell’area del Misericordia e Dolce.
Murare le porte d’ingresso, sbarrare le finestre di un edificio che è un pezzo importante (anche dal punto di vista delle volumetrie) della città non è un’eresia. A patto però che lo si faccia avendo in tasca già un progetto e (possibilmente) un appalto pronto per demolire o trasformare quel gigante bianco che sorge a ridosso delle mura medievali di Prato.
Anche ieri tra Enrico Rossi e Roberto Cenni il clima non è stato idilliaco e l’avvicinarsi delle elezioni non aiuta. Ma alla politica e alle istituzioni la città chiede uno scatto d’orgoglio e di efficienza: decidere. Decidere, coinvolgendo la cittadinanza, su cosa fare di quel gigante bianco.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
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