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Prato

Misericordia e Dolce “murato”

Misericordia e Dolce “murato”

Pronto il piano per la messa in sicurezza: telecamere, transenne e vigilantes. Polo oncologico addio

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PRATO. Il vecchio Misericordia e Dolce rischia di diventare una bomba a orologeria e l’Asl è corsa ai riparti. Pronto il piano di messa in sicurezza, con misure attive e passive, ovvero con controlli fissi (telecamere e sbarramenti ) e di vigilantes.

Misericordia murato. A spiegare cosa accadrà dopo la conclusione del trasferimento dell’ospedale dal centro a Galciana (dunque dopo il 5 ottobre) è l’ingegnere Gianluca Giavazzi che ha predisposto un piano in più mosse: verranno chiusi definitivamente i cancelli per il giardino di Sant’Orsola e per il Cicognini. Sbarrata con una transenna la corsia nelle quale ora passano le ambulanze e gli altri vialetti. Murate internamente le porte di accesso - entrata nuova e vecchia - per evitare intrusioni. Non solo, verrà aumentata la videosorveglianza con telecamere apposte anche sul tetto «e che verranno collegate - spiega Giavazzi - alla sale operativa delle forze dell’ordine». Inoltre l’Asl si farà carico di un servizio di vigilanza affidato a enti privati: «Su chi effettuerà il servizio stiamo decidendo in questi giorni».

L’avvio delle attività del nuovo ospedale porta molte novità. Tra le più importanti, il fatto che il progetto caro al Comune, di fondare un polo oncologico di alta specializzazione che vivesse di vita propria, parallelo alle attività ospedaliere, pare definitivamente cestinato.

Addio al polo oncologico. «Il polo si farà anche potenziando i servizi e in sinergia con il laboratorio traslazionale del Centro Pitigliani - spiega il direttore generale dell’Asl 4 Edoardo Majno - nell’ambito di questa struttura». Si allontana quindi l’idea del sindaco Cenni di realizzare una struttura parallela nei terreni che il Misericordia e Dolce lascerà liberi e nell’ambito della riqualificazione tracciata dalla Regione che prevede la cessione di 9mila metri quadrati al Comune sui quali insistono alcuni edifici.

«Voglio che Prato, nella rete Toscana dei servizi oncologici, abbia un ruolo di primo piano - è l’opinione del sindaco Cenni - Se non utilizzeremo quelle strutture per il centro di ricerca oncologico le destineremo alle cure intermedie».

Un argomento delicato, questo, che crea molte fibrillazioni.

Cure intermedie, un mantra. I posti letto post degenza sono 12, per il momento, nella ex palazzina degli Infettivi. Saliranno a 24 entro dicembre per diventare a regime 36. Altri 12, ma di natura diversa, con servizio medico, saranno allestiti a Villa Fiorita. Un numero insufficiente - sostengono in molti - per un territorio di 250mila abitanti. E’ il direttore della Società della Salute Riccardo Poli ad affermare con forza che: «L’obiettivo ultimo è quello di curare i pazienti nel proprio domicilio con un’assistenza calibrata. Si continua a parlare delle cure intermedia come un mantra. Prima vedremo come funziona il nuovo ospedale poi su quella base creeremo le strutture sanitarie di supporto».

118, il trasferimento slitta. Infine slitta di un mese l’avvio del trasferimento del personale 118 di Prato a Firenze. «Uno slittamento - spiega l’assessore regionale Luigi Marroni - anche dovuto alle troppe polemiche. Non vogliamo fare la guerra a nessuno».(c.o.)

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