Il dolore
Le sirene dei volontari dimenticati
La protesta delle associazioni: «Speravamo in una maggiore considerazione»
PRATO. Quando i presenti hanno sentito suonare le ambulanze parcheggiate davanti l’ospedale pensavano fosse per salutare le autorità in vista del taglio del nastro. Invece, le sirene sono partite in segno di protesta. Il motivo? Nessuno della autorità ha citato le associazioni di volontariato. A spiegarlo sono Luigi Biancalani della Misericordia, Franco Bigagli della Pubblica assistenza, Alessandro Coveri della Croce d’oro e Paolo Bini della Croce rossa. «La nostra presenza quotidiana – dicono – è fondamentale per lo svolgimento delle attività socio-sanitarie sul territorio. Avremo grande parte nel trasferimento dal vecchio al nuovo ospedale, senza la nostra presenza molti servizi al cittadino sarebbero impossibili. Speravamo in una maggiore considerazione, considerando che la nostra collaborazione, in particolare con la Regione Toscana, è decennale». Allo scivolone ha comunque rimediato Edoardo Majno che, nel corso della conferenza stampa, ha sottolineato come quanto svolto dal volontariato sia fondamentale. E a tale proposito Enrico Rossi e Luigi Marroni fanno sapere che dopo la partenza dell’ospedale il 5 ottobre, torneranno a Prato per un incontro col mondo del volontariato. (a.b.)
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