Rottura completa tra sindacati e Provincia: proclamato lo stato di agitazione
Tra le contestazioni la “riduzione illegittima del fondo produttività e le sperequazioni adottate”
PRATO. Fp Cgil, Cisl Fp e Fp Uil di Prato hanno proclamato lo stato di agitazione dei lavoratori della Provincia di Prato. La decisione è stata presa al termine dell’assemblea dello scorso 17 settembre. La motivazione, viene spiegato in un comunicato, « a causa del perdurare delle pessime relazioni sindacali e della palese ostilità nei confronti dei dipendenti medesimi, ormai conclamata da parte della Giunta e della delegazione trattante:
« riduzione illegittima del Fondo Produttività: gli stipendi del personale e la loro produttività sono sempre più bassi, mentre la produttività e gli stipendi dei Dirigenti non subiscono mai riduzioni; tutt'altro. I dipendenti pubblici non sono tutti uguali….
s perequazioni ed iniquità ingiustificate nella distribuzione stessa del fondo di produttività;
decisione della Giunta Provinciale di aumentare le risorse per pochi: l’aumento del numero delle posizioni organizzative ed incremento del numero delle specifiche responsabilità, senza fornire le motivazioni organizzative a supporto di tale scelta, induce a pensare che vi sia la volontà di premiare non tanto la funzione ma la persona in particolare;
mancata riorganizzazione dell’Ente anche a seguito delle dimissioni da parte di un dirigente;
la revisione in pejus o mancata attuazione degli accordi relativi al personale della Polizia Provinciale.
«A niente sono valse le numerose riunioni svolte - conclude il comunicato sindacale - a seguito del tentativo di raffreddamento del conflitto che si svolgerà presso la Prefettura di Prato, verranno stabilite le successive forme di protesta».
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