Il dolore
Taglio del nastro per il nuovo ospedale di Prato
Sabato 21 settembre l’inaugurazione. Sarti: «Nessuna sbavatura ma della messa in sicurezza del Misericordia e Dolce non parlo»
PRATO. Ventiquattro ore al taglio del nastro del Nuovo Ospedale di Prato. Ore di grande concitazione e di stress. Per forza di cose: quello dal Misericordia e Dolce è il trasloco del secolo. Alle 12,30 di domani il presidente della regione Enrico Rossi, l’assessore regionale Luigi Marroni, il direttore generale Usl 4 Edoardo Majno taglieranno il nastro del complesso di Galciana: benedizione del vescono Franco Agostinelli, buffet e applausi. Ma da quell’attimo e fino al 5 ottobre giorno nel quale partirà l’attività del pronto soccorso e quelle più delicate ad alta complessità, sarà una corsa contro il tempo. L’Asl tranquillizza: «Il cronoprogramma lo stiamo seguendo senza sbavature - afferma Claudio Sarti, responsabile dello Staff Direzione aziendale - non mi risulta che nel complesso ci siano problemi di funzionalità o incongruenze evidenti ». Di sicuro qualcosa da mettere a registro resterà , ma nulla di serio. Almeno così pare e di certo la prova del nove non tarderà ad arrivare.
A che punto siamo. Sulla base, appunto, del cronoprogramma stilato dalla Asl il trasloco dell’ospedale si avvia verso la conclusione della seconda fase: quella della verifica del funzionamento delle apparecchiature, delle sale operatorie e dei laboratori. Inutile chiedere se qualcosa non è andato come doveva perché la risposta è sempre la stessa: «Tutto ok». Dal 23 settembre, quindi due giorni l’inaugurazione del presidio di Galciana, verrà interrotta via via l’attività programmata nel vecchio Misericordia e Dolce (non le urgenze che continueranno ad essere trattate), dal 26 partirà l’attività chirurgica meno complessa che poi salirà di complessità e dal 30 settembre apertura della terapia sub-intensiva, delle malattia infettive, ambulatori e day hospital oncologico. Poi dal 1 al 3 ottobre partirà il trasferimento dei pazienti da un ospedale all’altro, il 4 trasferimento di psichiatria e il 5 - per concludere - trasferimento del pronto soccorso, rianimazione, Utic e centro trasfusionale.
Che accadrà del vecchio? Quando tutto - pazienti, attività - sarà a Galciana il vecchio Misericordia e Dolce dovrà essere messo immediatamente in sicurezza. Altra questione che imbarazza l’Asl: «Il progetto l’abbiamo già fatto - dice Sarti - e l’abbiamo girato al prefetto e quindi alle forze dell’ordine per il via libera. Di certo ora non posso spiegare come faremo». Non si quindi se verranno installate telecamere, se entrate e uscite che certamente saranno sigillate verranno chiuse con una catena piuttosto che murate, non si sa se verrà attivato un servizio di vigilanza pubblico o privato che sia. «Ma tanto - aggiunge Sarti - è un problema che si porrà più avanti». Infatti, tra 15 giorni.
Un po’ di numeri. Visto che sul futuro prossimo c’è ancora riserbo, bisognerà fare un salto nel passato: sui numeri del Nuovo Ospedale. Costato 101 milioni di euro (e spiccioli), con 540 posti letto, 40 posti letto per dialisi, 20 per Osservazione breve intensiva, 15 sale operatore, 2 sale parto, 5 sale travaglio, 4 sale post partum. Saranno 1330 i posti auto e quattro gli accessi per gli utenti.
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