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Prato

Le criticità: posti letto e cure intermedie

Le criticità: posti letto e cure intermedie

Per l’assessore Mondanelli: «Restano questioni preoccupanti che bisognerà affrontare e risolvere»

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PRATO. «Non è il momento delle polemiche ma quello di stare vicini a tutto il personale sanitario dell’ospedale che sta affrontando una prova difficile. Cerchiamo di vivere la fase del trasloco con il massimo di serenità poi quando tutto sarà concluso cominceremo a mettere a posto quello che non va».

E di cose da registrare, per l’assessore al Sociale alla Salute Dante Mondanelli (nella foto), non ce ne saranno poche. A partire dal numero di posti letto «una questione che ho tirato fuori già anni fa - spiega - ma che continua, secondo me, ad essere di grande attualità». Numeri alla mano. Sulla base degli indici e del numero di abitanti di Prato e della sua provincia (250mila) i posti letti dovrebbero essere 750 invece di 540 «ma se poi - continua l’assessore -si considera che a Prato ci sono un numero esorbitante di utilizzatori dei servizi sanitari che non compaiono nelle statistiche (gli stranieri senza permesso di soggiorno ndr) che noi stimiamo tra le 30 e le 40mila unità e che pesano sull’attività complessiva, allora i posti letti diventano davvero pochi». Un’altra questione che preoccupa Mondanelli è l’accoglienza territoriale post ricovero: «Che a Prato manca quasi completamente come ha sottolineato il nuovo direttore generale Asl Majno che ha parlato di ritardi». Nelle vecchia palazzina delle malattie infettive, nell’area del Misericordia, è stata realizzata l’unica struttura per le cure intermedie: 12 posto letto, per ora e solo per anziani. Raddoppieranno entro la fine dell’anno «ma si tratta comunque - afferma Mondanelli - di una goccia nel mare». «Inoltre - aggiunge - il nostro ospedale è per acuti mentre le patologie in aumento, proprio perché la popolazione invecchia, riguardano le cronicità e le malattie degenerative in generale che oltre tutto spesso si presentano in pazienti con più di una patologia».

Una nota critica Mondanelli la dedica alla capacità dell’Usl di informare sulle fasi del trasloco: «Un cronoprogramma vero e dettagliato -dice Mondanelli - non l’abbiamo mai avuto nemmeno in sede di riunioni della Società della Salute. Sappiamo in linea di massima quando entreranno in funzione il pronto soccorso o le terapie intensive, ma resta un mistero dove, per esempio, saranno collocate l’oculista o il reparto di odontoiatria».(c.o.)

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