Sicurezza
Tre mostre collaterali incoronano Lippi
Al Museo del Tessuto abiti rinascimentali e animazioni 3D sulle meraviglie di Leonardo
PRATO. Ha richiamato ospiti di calibro nazionali e internazionali, migliaia di visitatori in una manciata di giorni rivelando per la prima volta in 5 anni un'immagine positiva di Prato, all'insegna del suo patrimonio artistico. Adesso, le bellezze di Filippo Lippi stanno per compiere un altro “miracolo” cittadino: creare una sinergia fra la mostra al museo civico a Palazzo Pretorio e alcuni eventi collaterali degli altri enti culturali. Museo del Tessuto, Casa Datini, l'Archivio di Stato e la biblioteca Roncioniana approfondiranno la figura di Fra Filippo. Con la promessa della convenienza per turisti e avventori pratesi: chi fruirà della rassegna “Da Donatello a Lippi” al Pretorio potrà beneficiare di un ingresso a prezzo ridotto alle altre mostre e viceversa.
Museo del Tessuto. Vernissage, lunedì 23 settembre alle 18. Da martedì 24 saranno aperte al pubblico due iniziative, articolate sui due piani della ex Campolmi: a piano terra il pubblico potrà farsi coinvolgere dalla ricostruzione di tessuti e abiti rinascimentali ispirati alla pittura del '400 e del '500. Qui si potrà ammirare anche una curiosa animazione in 3D dedicata ad alcuni macchinari progettati da Leonardo Da Vinci, che perfezionavano i meccanismi di filatura, torcitura e rifinizione della lana e della seta. Un'anticipazione anche dello spettacolo che si potrà ammirare al primo piano: la storia dello sviluppo industriale dalla costruzione di un sistema delle acque nel medioevo funzionale alla produzione fino all'avvento della globalizzazione dei mercati. La collezione di macchinari è arricchita da alcuni pannelli multimediali sull'evoluzione del manifatturiero tessile e di Prato come distretto dagli anni '60 ad oggi. La fase più saliente dell'età dell'oro verrà ripercorsa attraverso il documentario in bianco e nero “Prato, i pratesi e i telai” girato dalla Rai nel 1967.
Casa Datini e Archivio di Stato di Prato. Del resto, proprio l'istituzione nata dal lascito del mercante – insieme all'archivio, anch'esso ospitato in via Ser Lapo Mazzei – svela un retroscena storico molto gustoso: il ritrovamento di un documento di tamburazione (il modo nel '400 per propagare su pubblica piazza dei rumors cittadini) nel quale si narra la diffusione a Prato dello scandalo della paternità di Filippo Lippi, che aveva avuto Filippino dall'amore illegittimo – per il codice dell'epoca – con suor Lucrezia Buti. Se la cavò con una dispensa da papa Pio II, prezioso fu il ruolo dell'istituto dei Ceppi che li aveva commissionato il ciclo di affreschi della Cappella dell'Assunta e la celebre Madonna del Ceppo, cuore della mostra di palazzo Datini. Inaugurazione venerdì 20 settembre alle ore 18.
Biblioteca roncioniana. Ultimo punto di tangenza con Lippi, l'esposizione già aperta su lettere, pubblicazioni e incisioni di Ferdinando Baldanzi artefice in età romantica della riscoperta del genio artistico del Rinascimento pratese.
Carlandrea Poli
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
