«Quando rischiai di restare chiusa dentro il Palazzo Pretorio»
La nostra collaboratrice ricorda la sua visita al museo civico prima della chiusura avvenuta nel 1997: «Rimasi incantata dalla bellezza di un’opera di Bartolini»
PRATO. La riapertura del Palazzo Pretorio dopo tanti anni di chiusura ha sollecitato alla nostra collaboratrice Luana Cecchi questo amarcord.
Porterà il mondo a Prato, la mostra "Da Donatello a Lippi" allestita nel rinnovato Palazzo Pretorio, riaperto dopo tanti anni, la chiusura avvenne nel 1997, a gennaio del 1998 i quadri furono trasferiti al Museo Murale di San Domenico. Questo evento è stata l'occasione per radunare opere di immenso valore artistico, provenienti da Musei di tutto il mondo che illustrano un capitolo essenziale dell'arte rinascimentale, integrando i capolavori presenti in città.
Sono tutte opere di una bellezza spettacolare, inserite nella splendida cornice di Palazzo Pretorio riportato al suo splendore. Visitare la mostra è stata una grande emozione, sono rimasta abbagliata da tanta bellezza, le opere sono ben illuminate e valorizzate, le sale piene di luce, avevo visitato il Museo Civico qualche anno prima della chiusura, con l'associazione "Amici dei Musei" la presidente all'epoca era la contessa Giovanna Rucellai, grande appassionata di arte.
Ricordo le sale scure, i quadri male illuminati, era come se un velo scuro, lasciato dal tempo, coprisse tutte le cose, il degrado era ben visibile. L'unica opera che mi incantò fu la Fiducia in Dio dello scultore Lorenzo Bartolini, nato a Savignano nel 1777. La sua bellezza e il candore illuminavano l'angolo dove era posizionata. Quando siamo usciti sono tornata indietro per ammirarla ancora ed ho rischiato di rimanere chiusa dentro.
Le cose che più mi hanno colpita sono state la teca contenente l'atto di nascita di Filippino Lippi, arrivato fino ai nostri giorni, la dolcezza delle espressioni della Madonne e il Tabernacolo del Mercatale, ridotti in frantumi da un bombardamento e ricomposto pazientemente, in tutti i suoi frammenti, dal restauratore e pittore Leonetto Tintori, dopo la seconda guerra. Una delusione non ho ritrovato la statua della Fiducia in Dio, del Bartolini, si trova nella sala dei gessi, in Santa Caterina, una copia in gesso è andata alla Banca Popolare di Vicenza, l'opera in marmo si trova al Museo Boldi Pezzoli a Milano. Prato oggi può essere orgogliosa del suo Museo Civico, arriveranno turisti si spera di vedere la fila per fare il biglietto, il centro storico tornerà a vivere, Prato riuscirà a superare la crisi investendo nella Cultura e mettendo in mostra, valorizzandoli, gli altri tesori artistici presenti sul territorio.
Luana Cecchi
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