Il Tirreno

Prato

Procedure più snelle per le società no profit

di Cristina Orsini
Procedure più snelle per le società no profit

Il consigliere comunale del Pd, Nicola Oliva, lancia la proposta per agevolare l’attività delle associazioni che vogliono organizzare attività culturali ma vengono spesso strozzate dalla burocrazia e dai costi dei permessi

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PRATO. La burocrazia e i costi ammazzano le iniziative culturali che le piccole società no profit avrebbero e con le quali potrebbero vivacizzare territori spesso dimenticati come quelli delle frazioni e delle periferie.

Ad affermarlo è il consigliere comunale Pd Nicola Oliva, membro della pro Loco di San Paolo che di idee, per creare mini cartelloni di spettacoli e appuntamenti non solo estivi, ne ha ma deve arrendersi di fronte alle troppe difficoltà. «C'è bisogno - spiega Oliva - di snellire le procedure per la richiesta di permessi e autorizzazioni. In questa fase di crisi di Prato - continua - le persone in estate vanno meno in vacanza o per periodo più brevi. Dunque è giusto che non solo il centro città offra occasioni di svago. E siccome si sa che i conti delle case comunali non stanno bene - aggiunge - invece di chiedere contributi per feste o spettacoli meglio sarebbe aiutare il settore no profit facilitando le procedure».

Procedure che diventano vere e proprie trappole per le piccole associazioni. Sono almeno otto i passaggi, alcuni ripetuti due volte, necessari per le richieste: dal patrocinio del Comune per avere uno sconto sulla tassa per l’occupazione del suolo pubblico, allo Sportello unico delle attività produttive per la modulistica da compilare e riconsegnare, e poi c'è il passaggio alla Sori per pagare l'occupazione di suolo pubblici, il passaggio dall'ufficio traffico in caso di viabilità da modificare, quindi dai vigili in piazza Macelli se c'è necessità di transennare un'area quindi alla Asl, e infine alla Siae «che chiede il pagamento dei diritti d'autore - afferma Oliva - anche solo per leggere una poesia d'autore». Ogni passaggio ha un costo e quello complessivo spesso supera i 600 euro. «Davvero troppo per le piccole associazioni no profit».

Dunque Oliva lancia tre proposte «e mi farebbe piacere - dice - sapere anche cosa ne pensano le altre associazioni». Prima delle quali è quella di creare uno sportello unico per le attività no profit: «che fa del volontariato sociale - è il giudizio del consigliere comunale - non può perdere delle giornate intere dietro la burocrazia dividendosi tra mila sportelli». La seconda riguarda il pagamento forfettario della tassa di occupazione del suolo pubblico. «Non si capisce perché - afferma Oliva - chi desidera occupare una strada per qualche ora deve pagare cifre elevate quando lo scopo è sociale e va a beneficio di tutti. Sarebbe equo che il Comune, nel caso di attività no profit, pretendesse il pagamento della tassa ma forfettario e una volta l'anno». La terza e ultima proposta riguarda i diritti Siae da pagare anche in questo caso, in modo forfettario e una volta l'anno: «Dover pagare per leggere Dante in una strada al Soccorso - conclude Oliva - o per un concerto di musiche di Mozart nei giardini di San Paolo è un limite incomprensibile».

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