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Prato

L’imprenditore Fusi resta agli arresti domiciliari

L’imprenditore Fusi resta agli arresti domiciliari

Il giudice Pezzuti ha respinto il ricorso presentato dai suoi avvocati. Secondo il pm il pratese, ex presidente della Btp, continuerebbe a fare attività imprenditoriale con dei prestanome.

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FIRENZE. Il giudice delle indagini preliminari, Angelo Antonio Pezzuti, ha respinto l’istanza di revoca degli arresti domiciliari per l’imprenditore pratese Riccardo Fusi. A presentare l’istanza, il 9 settembre scorso, erano stati gli avvocati Sandro Traversi e Sara Gennai che rappresentano l’ex presidente della società di costruzioni Btp, arrestato il 4 settembre scorso per bancarotta fraudolenta in relazione ai fallimenti di due società del gruppo, la Finmari e la Gr Partners.

A far decidere il giudice per il mantenimento degli arresti domiciliari sembra ci sia la convinzione, come ha scritto il pubblico ministero Luca Turco, che Fusi continui a svolgere attività imprenditoriale con modalità operative analoghe a quelle che hanno condotto all’insolvenza le molteplici società a lui in precedenza riferibili. Questa attività la svolgerebbe, sempre secondo il pm Turco, in modo occulto, ovvero nascondendosi dietro dei prestanome.

In particolare, secondo il pm Turco, l’imprenditore Riccardo Fusi risulterebbe in attività con la Coam di Andrea Bacci, un imprenditore nominato dal sindaco di Firenze, Matteo Renzi, presidente della Silfi (Società illuminazione Firenze), nella quale il Comune ha una quota del 30%, nonchè finanziatore di Renzi nella campagna per le primarie.

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