Il Tirreno

Prato

IL PELLEGRINAGGIO

dall’inviato Paolo Nencioni
IL PELLEGRINAGGIO

DEL VATICANO. Sua Santità, venga a trovarci a Prato, la accoglieremo con grande gioia. L'invito era quasi scontato in occasione di un pellegrinaggio come quello che ha coinvolto ieri la Diocesi,...

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DEL VATICANO. Sua Santità, venga a trovarci a Prato, la accoglieremo con grande gioia. L'invito era quasi scontato in occasione di un pellegrinaggio come quello che ha coinvolto ieri la Diocesi, oltre 1.700 fedeli a Roma per assistere all'udienza generale di Papa Francesco, ma ha comunque un alto valore simbolico.

Il sindaco Roberto Cenni e il presidente della Provincia Lamberto Gestri, al termine dell'udienza, hanno consegnato al pontefice una lettera nella quale lo invitano a venire quando vorrà a Prato. Nessuno si illude che sia così semplice e lo stesso vescovo Franco Agostinelli, prima di celebrare la messa riservata ai pratesi sull'altare della Cattedra di San Pietro, ha osservato che il Papa ha certamente molti impegni e per queste cose possono passare anche anni.

Intanto i fedeli che ieri si sono sobbarcati una decina di ore di pullman, andata e ritorno, per andare a sentire il Papa, tornano a casa stanchi ma con una sensazione di tenerezza, la parola chiave in molti interventi del pontefice, e che è ritornata più volte anche in quello di ieri, incentrato sul concetto della Chiesa come madre, una madre premurosa che si prende cura dei suoi figli anche quando sbandano e arrivano sull'orlo del baratro. Una madre la cui università, ha detto Bergoglio, è il cuore.

Il pellegrinaggio era iniziato in piena notte, in vari punti della città. La luna è ancora alta quando i primi fedeli si radunano intorno alla "guglia" della Castellina. Abbiamo scelto questa parrocchia per seguire il viaggio dei pratesi a Roma. Tremila anime e ben due pullman diretti verso la capitale, sotto la guida del sacerdote più giovane della Diocesi, l'energico e brillante don Franceso Spagnesi, 32 anni, ordinato da 6.

Si parte un po' infreddoliti ma puntuali dopo l'appello sulla porta del bus. E' notte fonda ma don Francesco trova il tempo per qualche battuta e fino all'uscita di Firenze Sud, lungo l'A1, si prodigherà in istruzioni dettagliate per evitare di smarrire qualche pecorella. «Se poi qualcuno non arriva al pullman entro tre quarti d'ora dalla benedizione del vescovo - avverte - Ci sono un paio di autobus per Termini e di lì ogni mezz'ora un treno per Firenze...». Si vede che i fedeli, età media non giovanissima, in gran parte donne, gli vogliono un gran bene.

Il viaggio procede senza intoppi fino all'area di servizio alle porte di Roma per un supplemento di colazione. E qui si materializzano i rappresentanti istituzionali: Roberto Cenni e Lamberto Gestri arrivano su mezzi propri e salutano i fedeli che risalgono sui pullman. Il traffico di punta del Grande raccordo anulare e dell'Aurelia non riescono a rallentare la spedizione pratese, che arriva puntuale e fa la fila gomito a gomito con pellegrini venuti da tutte le parti del mondo. Quelli della Castellina sono gomito a gomito coi keniani.Superati i metal detector, tutti a bocca aperta, anche chi è abituato a frequentare San Pietro. Una splendida giornata di sole e mille colori che si mescolano in piazza, in attesa di Francesco. Il Papa si palesa intorno alle 10, una figurina chiara sullo sfondo della basilica, sulla papa-mobile che ora non ha più protezioni. Gli occhi di tutti lo cercano nei maxi-schermi, fino a quando non arriva a portata di mano e si capisce che è davvero una star. E' un tripudio di smartphones e tablet, ma anche di bimbi offerti per un bacio. Non è un caso se nell'ultimo grande pellegrinaggio della Diocesi pratese, nel 2004, andarono a Roma in 650 e ora sono più di 1.700, suddivisi in 34 pullman. Tra il papa e i suoi fedeli non è ancora finita la luna di miele.

Prato è forse il gruppo più numeroso tra quelli presenti in piazza e si fa sentire quando lo speaker ufficiale annuncia la presenza del gruppo diocesano. E si farà sentire anche alla fine, quando è Francesco a ringraziare i pratesi per la loro presenza. Terminata l'udienza, molti dei pratesi vanno a rifocillarsi al gianicolo, ma c'è appena il tempo per un pasto veloce, perché già alle 14,30 sono di nuovo in fila per entrare in basilica, dove il vescovo Franco Agostinelli celebrerà una messa insieme a 25 sacerdoti pratesi. E' una pacifica invasione di foulard bianchi e blu, quelli realizzati dalla Diocesi per l'occasione, una risposta che stupisce lo stesso Agostinelli.Le ombre cominciano a calare ed è già l'ora di ripartire verso la Toscana. Qualche pecorella si è smarrita, capita sempre, ma viene ritrovata. Si arriverà a casa dopo le 21, con un po' più di tenerezza nel cuore.

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