La manifestazione
Il 5 per mille? Ora va alla Borgonuovo
I genitori dei bimbi delle primarie hanno fondato un associazione che è stata registrata all’Agenzia delle Entrate
PRATO. Alcuni storcono il naso di fronte al contributo volontario, altri si danno da fare per devolvere il 5 per mille della denuncia dei redditi. Nell’era dei tagli, i genitori fanno i conti con una scuola dai bilanci sempre più in rosso. E aprono il portafoglio per aiutarli a quadrare i conti.
La trovata più originale l'hanno avuta al comprensivo “Mascagni” di San Paolo dove l'iniziale comitato famiglie della primaria “Borgonuovo” si è trasformato in associazione dei genitori dell’istituto “Mascagni”. Si sono registrati all’Agenzia delle entrate per entrare a far parte dell’elenco dei beneficiari della quota Irpef devoluta dai contribuenti. E i frutti di un lavoro durato un anno si sono raccolti in occasione dell’ultima dichiarazione dei redditi, quando diverse famiglie con i figli che frequentano le “Mascagni” hanno potuto per la prima volta destinare il 5 per mille alla scuola, o meglio all’associazione dei genitori che a sua volta girerà i contributi al comprensivo di San Paolo.
Prima volta del 5 X mille. Può suonare come una scorciatoia per elargire fondi alla scuola, grazie al buon cuore delle famiglie. «Anche perché per sua natura la scuola, essendo un soggetto statale, non può fiscalmente approvvigionarsi con il 5 per mille delle tasse – fa notare la direttrice amministrativa del “Mascagni” Paola Pancini - Lo può chiedere invece un’associazione, che è l’idea alla base dell’iniziativa dei genitori, la prima di questo tipo sul territorio pratese, a quanto ci risulta». Una decina i fondatori dell’associazione, genitori i cui figli frequentano i vari ordini di infanzia, primaria e secondaria. Uno di questi è Alessandro Grifasi. «Ci vorranno due anni per capire com’è andata la prima devoluzione di fondi con la dichiarazione redditi – spiega - L’importante era iniziare».
Contributo? No grazie. Tutto parte dalla protesta di un genitore della materna di Galciana. Chiama in redazione per esporre la sua lamentela. Non gli va giù quel balzello di 40 euro che la scuola di suo figlio gli avrebbe chiesto nuovamente, a pochi giorni dal suono della prima campanella. «Altre 40 euro? Avevo pagato la stessa cifra a giugno e sempre per la stessa finalità: acquisto di materiale didattico». Lo scopo, in effetti, è l’acquisto delle Lim, le lavagne multimediali, a sentire la preside del "Gandhi" Maria Ramunno -. «Ma è un contributo volontario previsto per legge e detraibile dalla denuncia redditi – sottolinea la dirigente - nessun vincolo per il genitore e in quei 40 euro sono compresi 10 euro di assicurazione obbligatoria. E viene chiesto all’inizio di ogni anno». Non è un mistero ormai che la scuola pubblica, a corto di finanziamenti, si appoggi anche sui genitori. Un gettito difficile da quantificare anche perché, fatta salva l’assicurazione obbligatoria, non tutti i genitori pagano volentieri, complice la crisi. «Chiediamo 35 euro, cifra alla portata di tutti – spiega la dirigente del “Malaparte” Paola Toccafondi - In qualche caso, gli stessi soldi vengono spesi dalle famiglie in figurine». Cancelleria per gli alunni, giochi, fotocopie, materiale informatico e multimediale: ecco le finalità del contributo volontario che versano i genitori alla “Malaparte”. Più contenuta la quota richiesta all’istituto comprensivo “Puddu”: 25 euro per bambino che servono ad ampliare l’offerta formativa. «Indipendentemente dal contributo, lavorano i comitati dei genitori che si organizzano con le donazioni», fa sapere la dirigente Gianna Celli.
Cinesi buoni pagatori. All’istituto “Mascagni”, 1100 alunni in tutto con la più alta percentuale di bambini cinesi, dispensano dati più precisi sul contributo volontario: «L'anno scorso non è stato versato solo in 40 casi -riprende Pancini - Questo perché abbiamo adottato fasce di prezzo agevolate per le famiglie. E i genitori cinesi sono sempre puntuali nel pagamento. Il contributo inoltre serve a garantire la gratuità delle fotocopie». Venti euro l’obolo per la primaria e la materna, 30 per la secondaria con “sconti” in caso di secondo o terzo figlio che frequenta lo stesso istituto.
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