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Via libera al raddoppio della Declassata

Via libera al raddoppio della Declassata

Il progetto definitivo approvato in giunta. Cenni polemico con Rossi: «Non vuole aiutare Prato»

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PRATO. Passa in giunta per l’approvazione il raddoppio della Declassata al Soccorso. Anche per il viadotto - questo il progetto scelto dal Comune per superare la strettoia tra via Marx e via Nenni - i tempi saranno incalzanti: per ottenere i 15 milioni promessi dal ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi pochi giorni fa e per evitare il rischio di trappole. A far polemica questa volta è il Comune, anzi il sindaco Roberto Cenni in persona e l’obiettivo è il presidente della Regione Enrico Rossi: «Non voglio parlare di quello che è successo - attacca Cenni - ma anche se non fosse vero che qualcuno ha telefonato al dirigente del ministero dell Infrastrutture chiedendo di bloccare i fondi che stiamo aspettando per il Soccorso, di certoi aiuto dalla Regione non ne abbiamo avuto per risolvere la situazione del contributo». Cenni questa volta parla chiaro: «Rossi nell’incontro in Regione con il ministro, convocato per elencare le priorità regionali sul fronte delle infrastrutture, si è dimenticato di parlare di Prato. E nonostante - prosegue - avesse mesi addietro inviato una lettera a Roma definendo il raddoppio di quel tratto di Declassata una priorità». Cenni si chiede se sia stata una dimenticanza «o come è più probabile - prosegue - sia stata una scelta: si scorda facilmente il bene dei cittadini per concentrarsi invece sul colore politico della giunta che guida la città».

Un’attacco diretto Rossi l’aveva avuto, sullo stesso argomento, domenica scorsa, anche dal senatore e coordinatore provinciale Pdl Riccardo Mazzoni che aveva chiesto al presidente della Regione di non «mettere i bastoni tra le ruote» a Prato.

Dopo il via libera della giunta al progetto definitivo del raddoppio in soprelevata al Soccorso, il fascicolo dovrà tornare a Roma: «Dovrà essere presentato al ministero - spiega Lorenzo Frasconi, dirigente dei Lavori Pubblici - affinchè si preda atto delle modifiche apportate al progetto a seguito delle indicazione avute dalla commissione per la Valutazione dell’impatto ambientale». Sarà questo il penultimo passaggio dell’iter burocratico del progetto che se otterrà il via libera al ministero passerà al Cipe per il finanziamento. Se una “manina” non metterà la pratica in fondo alla pila, Prato potrebbe ottenere i 15 milioni entro la fine dll’anno.(c.o.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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