Sicurezza
Stop alla festa alcolica al Museo Pecci
Un party dedicato agli studenti prometteva alcol a fiumi e “sfascio”. Gli organizzatori si scusano e annullano la data
PRATO. A una festa nessuno si scandalizza se qualche invitato non guidatore alza un po’ il gomito, ma hanno decisamente esagerato gli organizzatori dell’Alcoholic party previsto - e poi annullato - al bar del Museo Pecci per sabato prossimo. Una festa che del bere troppo faceva la sua bandiera, quasi una missione, e prometteva una notte indimenticabile di «divertimento assoluto», «sulla via dell’alcol e dello sfascio».
Una festa, e questo è grave, pensata per gli studenti delle scuole, come si leggeva sull’evento Facebook creato per promuoverla: «Dopo un'estate piena di emozioni e divertimenti purtroppo la scuola ricomincia. Noi vi offriamo una via d’uscita».
L’intrattenimento sarebbe stato a tema: animazione con “Liquidator alcolici”, cioè pistole ad acqua riempite di vodka o rum. Poi, per la gioia dei veri viziosi, barattoli di Nutella alcolica. E infine un gioco stile “American Pie” (il cine-polpettone americano dove ai party si beve molto e si perdono i freni inibitori), grazie al quale pagando appena pochi euro si può «bere birra a iosa». I vincitori - da proclamare il giorno successivo, una volta smaltita la sbronza - avrebbero vinto un ingresso gratuito per un’altra festa.
C’era anche l’invito a postare sui social network «le foto dello sfascio in tempo reale» per vederle comparire sui monitor del locale: perché se non viene esibito non è vero “sfascio”.
Insomma, niente male per un evento organizzato in un museo di arte contemporanea, che al mondo dei giovani potrebbe approcciarsi con iniziative di ben altro genere.
E infatti è bastato mostrare ai titolari del bar il contenuto dell’invito per disinnescare un’iniziativa che online stava già suscitando indignazione e che si è guadagnato anche la condanna del Centro alcologico toscano. A fermare il convoglio impazzito ci ha pensato Tommaso Cocchi, uno dei gestori del Pecci bar. Che prima cade dalle nuvole e poi si attiva: il locale organizza serate attraverso gruppi e associazioni locali. A organizzare la festa è un gruppo di giovani denominato “Privilege staff”.
«Come Pecci Bar - dice Cocchi - prendiamo le distanze dall'evento. Non è congruo con la nostra filosofia: in tanti anni non abbiamo mai avuto problemi e siamo contrari a messaggi che istighino all’alcolismo».
Nel giro di qualche minuto l’evento su Facebook si trasforma radicalmente: “Da Alcoholic party” diventa un innocentissimo “Start school party”, festa di inizio scuola, e sparisce ogni riferimento alla deriva alcolica e allo “sfascio in tempo reale”. Ma evidentemente non basta: passa qualche ora e arriva la comunicazione che l’evento è stato annullato.
«Porgiamo le nostre scuse - dice Cocchi - e come dimostrazione, in accordo con il Privilege staff, l'evento viene annullato per mandare un messaggio contrario a quello che era stato divulgato».
E si scusano anche i ragazzi del Privilege staff, organizzatori dell’evento. A parlare per tutti è Edoardo Mannelli: «Ci scusiamo per aver dato un’immagine sbagliata. Volevamo organizzare una serata diversa, con drink particolari come la Nutella alcolica. Abbiamo provato a trasmettere un messaggio accattivante, ma siamo stati degli ingenui e mi scuso a nome di tutto lo staff». Mannelli è anche d’accordo con l’annullamento della festa, «ormai “macchiata” da un messaggio errato».
È tornata la sobrietà.
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