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Prato

«Ora ci guarda dal cielo» L’ultimo saluto a Grazia

«Ora ci guarda dal cielo» L’ultimo saluto a Grazia

Il biscugino prete ha celebrato i funerali della donna trovata morta in via Guasti Nessun cenno al marito indagato per omicidio. Il ricordo dell’amica-cliente

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PRATO.

E' stato don Renzo Francalanci, biscugino di Maria Grazia Maranghi, a celebrate ieri pomeriggio, nella chiesa di San Francesco i funerali della donna di 81 anni trovata morta nella notte tra giovedì e venerdì, nella sua abitazione di via Guasti (il marito Sergio Maranghi, 86 anni, ha detto ai carabinieri di averla soffocata nel sonno ed è indagato per omicidio).

Circa duecento persone hanno voluto dare l'ultimo saluto alla ex titolare di una delle più note boutique di Prato, in via Tintori, negli anni Sessanta e Settanta. In chiesa anche gli assessori Giorgio Silli e Rita Pieri. Don Renzo ha detto che «Grazia era amatissima da tanti pratesi e ha fatto tanto bene, anche se non sempre è stata ricambiata».

L'amica Margherita Michelagnoli, ricordando la defunta anche a nome della famiglia, ha detto che Grazia «ci conosceva tutte, come clienti e come amiche», ricordando poi i pomeriggi nel negozio di via Tintori: «Salivi quelle scale e arrivavi in una casa accogliente. Tutti gli stilisti, italiani e stranieri, la conoscevano. Lei era una persona vicina alla genialità».

L'amica di famiglia ha poi ricordato gli ultimi anni, la devozione della defunta per la Madonna della Cintola, le sua presenza assidua alle messe in Cattedrale, nonostante i suoi problemi a camminare. «Ora ci guarda tutti dal cielo» ha concluso don Renzo.

In prima fila ad ascoltare l’omelia del parroco del Santuario della Madonna del Giglio la figlia Laura, la nipote Celeste, il nipote architetto Giuseppe Centauro.

Quello che ha colpito, al termine della cerimonia, è stata una doppia assenza. Ovviamente il marito di Maria Grazia, Sergio Maranghi, indagato per omicidio, non poteva essere presente alla cerimonia. E’ ancora ricoverato nel reparto di Psichiatria dell’ospedale. Ma è stata anche un’assenza di parole. Nessun cenno alla sua persona, nemmeno indirettamente. Si è preferito sorvolare sulla parte più dolorosa della tragedia, forse anche perché gli stessi familiari sperano che i primi risultati dell’autopsia sulla salma di Maria Grazia Maranghi vengano smentiti dai successivi accertamenti.

Al momento siamo fermi alla relazione preliminare del medico legale Brunero Begliomini, che ha trovato un primo riscontro al racconto del marito. E cioè segni di strangolamento sul collo dell’anziana moglie. In un primo tempo si era ipotizzato il soffocamento, ma si tratterebbe di strangolamento. Una pressione leggera potrebbe essere bastata per far esalare l’ultimo respiro alla donna, che aveva grosse difficoltà respiratorie.

Comunque sia andata durante quella triste notte, la sostanza cambia poco: si è trattato di una tragedia della disperazione, la disperazione di un marito che non voleva più veder soffrire la moglie.

Paolo Nencioni

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