Il Tirreno

Prato

«Niente tasse per i mesi di gravidanza»

di Barbara Burzi
«Niente tasse per i mesi di gravidanza»

E’ la richiesta del Gruppo donne di Confartigianato Prato per aiutare le imprese rosa che crescono a Prato del 2,6%

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PRATO. Anche alle lavoratrici autonome artigiane spetta il congedo di maternità di cinque mesi (2 mesi prima la data del parto e tre mesi dopo), ma a fronte di un diritto riconosciuto, manca ancora tutta una serie di condizioni e di strumenti che consentano alle imprenditrici aspiranti madri di renderlo effettivo. Nella maggior parte dei casi, infatti, i tempi di vita di una donna in gravidanza mal si conciliano con quelli del lavoro, come accade in quelle microimprese che si reggono sul solo lavoro della titolare. Basti pensare alle autotrasportatrici che operano nel settore come padroncine, alle sarte, a tante parrucchiere o estetiste.

Per porre rimedio a questa situazione, il movimento Gruppo Donne impresa di Confartigianato Prato, in rappresentanza delle istanze della categoria, ha deciso di rivolgersi direttamente ai parlamentari pratesi lanciando loro una sorta di appello «affinché, nell’ambito di una proposta di legge per le politiche di conciliazione vita-lavoro - spiega l’imprenditrice e presidente del gruppo, Maria Cristina Pacini - inseriscano la possibilità di concedere alle imprenditrici una moratoria degli adempimenti fiscali e burocratici per tutto il periodo della gravidanza e di maternità». Per una titolare d’impresa assentarsi dalla scrivania è difficile se su di lei gravano tutti quei compiti amministrativi, che vanno dalla fatturazione al versamento dell’Iva, fino alla gestione dell’ordinario comprese le scadenze. Da qui la richiesta di Pacini: «Visto che la legge 53 alla quale finora un’imprenditrice in difficoltà poteva ricorrere per richiedere la sostituzione nella conduzione d’impresa non è stata rifinanziata - dichiara - chiediamo la sospensione di tutte le pratiche burocratiche per i 9 mesi della durata della gravidanza e la possibilità di rinviarle ai sei mesi successivi per consentire alla donna di rendere compatibile la maternità con il suo lavoro. Sarebbe una soluzione a costo zero per lo Stato e, allo stesso tempo, un segnale di attenzione importante». La questione sarà oggetto anche di una discussione all’interno di workshop che si terrà i prossimi 21 e 22 ottobre a Roma in occasione della convention nazionale del Gruppo Donne Impresa di Confartigianato. «In quella sede - prosegue - faremo la nostra proposta che sarà aperta ad altri contributi». Pare azzeccato anche il momento storico vista l’attenzione sempre più alta che meritano le imprese rosa: è notizia dei giorni scorsi che le aziende a conduzione femminile stanno registrando un forte incremento e, a Prato, più che altrove. Tra giugno di quest’anno e lo stesso mese del 2012, secondo i dati diffusi dall’osservatorio sulle imprese femminili frutto della collaborazione tra Unioncamere Toscana e Regione, nella città laniera c’è stata una variazione positiva del 2,6% per un saldo netto di 221 unità.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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