Il dolore
L’Olanda recupera, Prato ricicla
Un progetto internazionale per rifornire le grandi catene di abbigliamento
PARIGI. Si chiama Re-mo (recycle moviment) ed è un marchio che presto potremmo vedere abbinato a d abiti di grandi case di moda. La catena “H&M”ha già dato il via libera al progetto garantendo il suo interessamento mentre contatti sono in corso con stilisti del calibro di Armani e Gucci. Il padre del progetto che punta a far riciclare a Prato la gran parte degli abiti usati dell’Olanda è Martin Havik, un’olandese ormai di casa a Prato che presentò il suo progetto di riciclaggio, che ha il patrocinio dell’ambasciata dei Paesi Bassi, a ll’iniziativa “Comunicare il futuro” al Museo del tessuto.
Il piano prevede che gli abiti raccolti in Olanda vengano selezionati nella città di Almere e da qui, proprio come si faceva nel secolo scorso anche a Prato, cerniti e inviati nelle aziende di riciclaggio per ritrasformare le fibre.
Prato ha dato la sua disponibilità a lavorare lana e cotone e alcune aziende (Comistra, Giemme, Pinori, Pontetorto, Riccardo Rami per fare alcuni nomi) sono già coinvolte nella filiera che verrà ricreata in città e che trasformerà i vecchi abiti (proprio come accadeva con quegli americani) in stoffe da vendere ai maggiori stilisti. La novità rispetto al passato è il marchio e un’etichetta (un qr-code) attraverso cui l’acquirente finale potrà sapere esattamente il percorso che hanno fatto le fibre del suo abito.
«Si tratta di una filiera che da noi esisteva già - spiega Luigi Banci di Pontetorto - ma che con questo progetto sarà utilizzata per riciclare un gran quantità di abiti. Sarà a differenza del nostro passato raccontata la storia di un vestito. Per l’Olanda che ha sposato il progetto si tratta di una vera politica ambientale di recupero. Per quel che ci riguarda speriamo che davvero, grazie al marchio Re-mo, i grandi stilisti aderiranno al progetto acquistando filati e tessuti finiti».
Tra gli sponsor del progetto il presidente dell’Unione industriale pratese Andrea Cavicchi che il 4 ottobre sarà ad Amsterdan per raccontare come funziona la filiera pratese insieme al sindaco Roberto Cenni e al parlamentare Edoardo Nesi.
Una partecipazione confermata anche da un membro della Commissione europea delle aziende del tessile, del design e della creatività”.
«Un progetto che il paese dell’Olanda - mette in evidenza Cavicchi - vuole con convinzione e per noi, la cui storia si fonda proprio sul riciclo degli abiti, è fondamentale aderire. Rispetto al passato, oltre al marchio, c’è anche la differenza delle fibre che andremo a riciclare: non solo lana ma anche cotone. Pinori ad esempio seguirà anche il riciclo dei jeans».
Già lo scorso aprile un grupo di studenti olandesi era venuto a Prato per conoscere le aziende e per capire che fine faranno i loro vecchi abiti.
Ilenia Reali
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