Sicurezza
Giuseppe Giangrande, il brigadiere “eroe” di Prato, compie 51 anni
Decine i post di auguri arrivati sulla pagina Facebook della figlia Martina. Giangrande ferito il 28 aprile nella sparatoria davanti Palazzo Chigi, afferma di voler tornare a casa a Natale e in un’intervista a Libero rivela di aver avuto uno scambio di battute con Luigi Preiti
PRATO. Giuseppe Giangrande, il brigadiere dei carabinieri di Prato ferito gravemente alla spina dorsale, nella sparatoria del 28 aprile scorso davanti a Palazzo Chigi, compie oggi 51 anni (leggi tutti gli articoli su Giangrande e l'attentato). Giangrande, ancora ricoverato nella clinica di riabilitazione di Imola, è costantemente in compagnia della figlia Martina, 23 anni, che sul suo profilo Facebook ha ricevuto decine di post di augiri indirizzati al padre.

Uno degli striscioni affissi davanti alla casa di Giangrande a Prato
Il brigadiere di Prato, le cui condizioni stanno lentamente migliorando, ha recentemente confermato la sua volontà di trascorrere il Natale a casa, a Prato, assieme alla figlia e ai parenti. Giangrande ha rilasciato pochi giorni fa, il 16 settembre, un'intervista al quotidiano Libero nel quale ha ripercorso le fasi drammatiche della sparatoria avvenuta a Roma ed ha rivelato di aver avuto uno scambio di battute con l'uomo, Luigi Preiti, che di lì a qualche secondo gli ha sparato: "Non sono un eroe - ha affermato - Mi sono trovato al posto giusto nel momento sbagliato. Se questo soggetto passava il blocco in un attimo di distrazione dei miei colleghi, era una strage".
"Con Preiti - continua Giangrande - prima che mi sparasse ci ho parlato. Mi ha chiesto di passare lo sbarramento e nel momento in cui gli ho detto che era impossibile, come avevo già fatto con altri, si è scagliato contro di noi. E' stato bloccato e ha scaricato tutto il caricatore della pistola, su di me e sugli altri". Dopo il ferimento, mentre si trovava a terra Giangrande ricorda di aver pensato: "Ho capito che stavo per perdere tutto: mia figlia e la mia vita". Chiede la condanna di Preiti "sulla base dei capi di imputazione" ed esclude che l'uomo abbia agito in preda a un raput folle: "Non è matto. Era molto lucido - afferma Giangrande - quando ha parlato con me. Non chiederò il perdono nei suoi confronti". Stessa posizione della figlia Martina che ha ribadito: " Preiti non lo potrò mai perdonarlo".
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