Il Tirreno

Prato

Il sottopasso di via Ciulli a Prato sarà riaperto entro il 15 di novembre

Il sottopasso di via Ciulli a Prato sarà riaperto entro il 15 di novembre

La scommessa del Comune che ha avuto il via libera dalla magistratura per le messa in sicurezza. All’imbocco del tunnel un semaforo che scatterà quando il livello di fogne e torrenti supererà un certo livello

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PRATO. Quindici giorni di cantiere, centomila euro di investimento già stanziati in bilancio, approvazione del progetto in giunta oggi, martedì 17 settembre . A metà novembre - è la scommessa del sindaco Roberto Cenni - il sottopasso di via Ciulli potrebbe essere riaperto. Sono i tempi e i costi della ripristino del sottopasso ferroviario, annunciato dal Comune, chiuso dalla notte del 4 ottobre 2010 in seguito alla tragedia nella quale morirono tre donne cinesi annegate in auto nel tunnel sommerso da cinque metri d'acqua: una precipitazione straordinaria cadde su Prato, le fogne di tutta la parte nord della città andarono in pressione senza più riuscire a ricevere formando fiumi d'acqua in superficie, il torrente Iolo colmo a sua volta non ce la fece ad assorbire il flusso del Vella che tracimò allagando il sottopasso. Questa è la ricostruzione - secondo gli atti giudiziari - delle cause che condussero alla tragedia per la quale è ancora in corso il processo.

Dopo anni di polemiche per i ritardi nelle riapertura del tunnel, di petizioni, fiaccolate, proteste, la situazione pare essersi definitivamente bloccata: il settore Lavori pubblici del Comune, diretto da Lorenzo Frasconi (tra gli indagati del processo), ha ottenuto il via libera per la messa in sicurezza di via Ciulli - per altro ancora sotto sequestro - dalla magistratura dopo la presentazione di una relazione dell'intervento che aveva già ottenuto il parere positivo del ministero dei Trasporti, chiesto espressamente da Frasconi. Ultimo atto : il progetto definitivo dell'intervento in via Ciulli dovrà nuovamente passare al vaglio del gip Isodori per l'ok definitivo. "Ma sono fiducioso - commenta Frasconi - che lo si potrà ottenere in tempi brevi"-

Ecco dunque quale tipo di intervento verrà compiuto, si spera, in tempi record: "Procederemo - spiega il dirigente dei lavori pubblici - al ripristino delle strutture esistenti, aumenteremo le pompe idrovore da due e tre e installeremo dei sistemi si sicurezza in grado di scattare in caso di pericolo inondazione". Si tratta di una misura "decisa in piena autonomia del Comune - spiega Cenni - che non era obbligatorio fare ma che ci pare giusto prevedere". Si tratta di un impianto semaforico, collegato a tre sensori collocati in tre punti, rete fognaria, Vella e Iolo, che scattano se il livello dell'acqua supera una certa soglia. L'impulso finisce oltreché al semaforo che accende il rosso, alla centrale della protezione civile, ad Asm e direttamente sul cellulare del responsabile dell'opera, ovvero Lorenzo Frasconi.

Superato anche l'impasse che fino alla fiaccolata del maggio scorso, organizzata dalla circoscrizione Ovest per chiedere la riapertura del sottopasso, aveva portato il Comune ad un atteggiamento cauto sul via libera ai lavori: procedendo autonomamente al ripristino del tunnel il Comune avrebbe fatto ammissione di colpa. Ora invece c'è l'assenso della magistratura, inoltre le misure di sicurezza ulteriori, cioè l'impianto semaforico, verranno messi in funzione il giorno dopo la riapertura del sottopasso e con un'ordinanza apposita. "In questo modo - conclude Frasconi - non ci saranno confusioni".

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