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Sostegno, genitori sul piede di guerra: pochi insegnanti
PRATO. Cercasi insegnante di sostegno disperatamente. Altrimenti, «se non verrà trovata una soluzione, i bambini saranno costretti a ricorrere alle vie legali per veder riconosciuto il proprio...
PRATO. Cercasi insegnante di sostegno disperatamente. Altrimenti, «se non verrà trovata una soluzione, i bambini saranno costretti a ricorrere alle vie legali per veder riconosciuto il proprio diritto allo studio». Firmato: i genitori del gruppo lavoro handicap dell’istituto comprensivo “Don Milani” che minacciano così di rivolgersi a un tribunale per rivendicare il sacrosanto diritto all’istruzione dei figli.
E’ alla primaria di San Giusto che si stanno verificando infatti i maggiori problemi legati alla carenza delle cattedre di sostegno. Il campanello di allarme sulle difficili condizioni d'insegnamento per gli alunni disabili (700 nella realtà pratese, di cui 250 con difficoltà gravi) era già squillato nei giorni scorsi, con una lettera dell’assessore alla Pubblica istruzione Rita Pieri e del responsabile di salute mentale (infanzia e adolescenza) dell’Asl 4 Marco Armellini indirizzata al ministro Carrozza. Alla “Don Milani”, su 17 casi di handicap di cui 8 gravi, il numero di insegnanti di sostegno assegnati finora si attesta a 7, ovvero sotto la metà. «Un istituto preso a modello, in cui vengono indirizzati casi molto problematici - si legge fra le righe - non può essere lasciato senza risorse umane». La promessa è che dall’ufficio scolastico regionale potrebbero arrivare altri due insegnanti per la fine di settembre. Ma sarebbero sempre pochi. «Alcuni bambini con patologie più particolari e che necessitano di supporto continuativo non hanno neppure iniziato l’anno scolastico – racconta Alessandro Lorini, uno dei genitori - e il rischio è che le famiglie, una volta attivato il tempo pieno come succederà da questa settimana, tengano il figlio a casa. Oppure che il bambino privato dell’insegnante per 6 ore, sia costretto a stare con lei solo 4, per effetto della turnazione degli insegnanti stessi». A tenere sotto controllo la situazione è la dirigente scolastica della “Don Milani” Maria Grazia Ciambellotti che spiega come mai il disagio interessi particolarmente il plesso di San Giusto. «A differenza delle altre scuole, io mi ritrovo con tutte classi a 40 ore e, se le ore assegnate per le cattedre di sostegno sono poche, è difficile coprirle tutte. Fortunatamente da oggi entra in funzione il servizio di assistenza di 8 ore settimanali messo a disposizione dal Comune. Confidiamo in un intervento dell’ufficio scolastico prima possibile». (m.l.)
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