Attenzione
«Malato, con cinque figli e senza una casa»
La disperazione di Omer: disoccupato e in attesa di trapianto. Ma il Comune non può dargli un tetto
MONTEMURLO. Una storia individuale sul limite della disperazione. E una, collettiva, di un Comune, quello di Montemurlo, chiamato nella sua ordinaria amministrazione ad assistere oltre 120 persone attraverso i contributi all’affitto. Due storie unite dalla crisi che falcidia posti di lavoro e impone tagli dolorosi ai bilanci degli enti locali, tra minori trasferimenti e strettoie burocratiche.
La prima storia è quella di Omer Ashfaq Ali ha 44 anni, cinque figli tra i 6 mesi e i 10 anni, una moglie a carico e i reni non funzionano. È in Italia da 18 anni, e per i primi 10 tutto è filato liscio: lavorava come operaio nell’industria tessile, aveva uno stipendio che bastava per tutta la famiglia. Poi sono arrivate la perdita del lavoro e la malattia invalidante: da 6 anni è in dialisi, percepisce un assegno mensile di 280 euro che deve bastare. Mettere insieme il pranzo con la cena è un’impresa impossibile.
Tanto che da oltre un anno non riusciva a pagare l’affitto e giovedì scorso è arrivato lo sfratto, nonostante tutta la pazienza del proprietario di casa. Ora, ma solo fino a domenica, è ospite del Comune di Montemurlo, che gli ha trovato una stanza in un affittacamere. Inoltre Omer a breve dovrà sottoporsi al trapianto di rene. Il rischio è di ritrovarsi per strada, senza la possibilità di lavorare, malato e con i figli affidati ai servizi sociali. Come si può non aiutare una persona in queste condizioni?
A dargli una mano è stato il Comune, ed ecco la seconda storia. Da un anno seguono la sua situazione: lo hanno aiutato con le bollette e con la scuola per i bambini. Ma il Comune non può dargli un tetto. «Non abbiamo case per l’emergenza abitativa - spiega il sindaco Mauro Lorenzini - e, come Comune, non possiamo prendere appartamenti in affitto. Quindi dobbiamo appoggiarci ai costosi affittacamere, mentre per un aiuto più continuativo l’unica strada è il contributo all’affitto».
Contributi che, a Montemurlo, vengono erogati con fondi comunali (100mila euro l’anno per 70 destinatari) o regionali (25mila euro per oltre 50 assistiti). Il massimo a cui si può aspirare, in base al reddito Isee, è che il Comune paghi il 50% dell’affitto per sei mesi.
«L’emergenza abitativa - dice il vicesindaco Nicola Ciolini, con delega al sociale - è un dramma crescente, contro il quale ci scontriamo ogni giorno e che va di pari passo con la perdita di posti di lavoro. Facciamo quello che possiamo, nel nostro Comune per il sociale spendiamo 2,5 milioni all’anno».
Ma come si può pensare che a dare risposte a Omer e a tutti gli altri sia il singolo Comune? «Finora - spiega Ciolini - abbiamo sempre trovato una soluzione: nessuno è mai finito sotto un ponte». Anche il Comune, come Omer, è costretto a vivere di espedienti. (d.f.)
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