Il Tirreno

Prato

Donna disperata per l’impossibile convivenza in un condominio

di Pasquale Petrella
Donna disperata per l’impossibile convivenza in un condominio

La signora Ciabatti ha presentato denunce ed esposti a tutte le forze di polizia, all’Asl e al Comune per la difficile situazione che si trova a vivere avendo una famiglia di nigeriani nel piano di sopra ed una di cinesi al piano inferiore

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PRATO. Negli ultimi quattro anni ha presentato esposti e denunce ai carabinieri, alla polizia, alla guardia di finanza e all’Asl; è stata ricevuta due volte dall’assessore alla sicurezza Aldo Milone ed ha inutilmente cercato di essere ricevuta anche dal sindaco Roberto Cenni. Ma Adorna Ciabatti, 70 anni, non è ancora riuscita a risolvere il suo problema e per questo ha deciso di rendere pubblica col Tirreno la propria odissea.

«Vivo in un condominio in via Tevere - racconta la donna in lacrime - Ci sono dieci appartamenti e io da quattro anni mi trovo a convivere con una rumorosissima famiglia nigeriana al piano di sopra e una famiglia di cinesi al piano di sotto che non sa cosa significa la parola igiene e pulizia. Prima di fare le denunce ho cercato di far capire a queste persone come avrebbero dovuto comportarsi ma sono stata persino minacciata. Non dormo più la notte per i rumori che fanno i nigeriani a tutte le ore e non posso aprire le finestre a causa degli odori nauseabondi che arrivano dal piano di sotto».

La signora Adorna Ciabatti è al limite del collasso nervoso e le lacrime le solcano il volto ogni volta che parla di quella situazione di impotenza in cui si trova. «Non so più a chi rivolgermi e non so proprio più cosa fare - dice - Sono disperata. La polizia è venuta, così come il personale dell’Asl, ma tutto è rimasto come prima».

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