Sicurezza
«Parola d’ordine: mobilitazione generale»
PRATO. La battaglia inizia lunedì: con l’incontro con il nuovo Prefetto Maria Laura Simonetti nel palazzo del governo. E’ la dichiarazione di guerra del comitato del Soccorso contro il progetto della...
PRATO. La battaglia inizia lunedì: con l’incontro con il nuovo Prefetto Maria Laura Simonetti nel palazzo del governo. E’ la dichiarazione di guerra del comitato del Soccorso contro il progetto della sopraelevata che raddoppierà il tratto della Declassata tra via Nenni e via Marx (700 metri di lunghezza). Opera finanziata in parte - per ora sulla carta - con i 15 milioni di euro promessi ventiquattro ore fa dal ministro Lupi al sindaco ma ai quali ne mancano almeno altri nove.
«Quella ricevuta - attacca Filippo Bonanni, portavoce del comitato - è una brutta notizia». Non tanto per l’ arrivo del denaro a fine anno - così è stato promesso - quanto per il tipo di progetto che va a finanziare: un lungo ponte su piloni di cemento (pilotì) e sotto aree verdi e parcheggi invece di un sottopasso più costoso ma di certo meno impattante.
E di questo Bonanni e soci parleranno al Prefetto: «Vogliamo denunciare la situazione di degrado e poca sicurezza del Soccorso - precisa - che verrà ulteriormente peggiorata se davvero si arriverà alla costruzione di quell’obbrobrio. I problemi dell’area sono innumereveli - continua - dalla situazione dell’assetto urbanistico, alla densità della popolazione che continua a crescere anche a causa dell’arrivo della comunità cinese. Ci opporremo a tutto ciò che potrà aggravare una situazione già compromessa».
Qualcosa di vero c’è in quello che dice il portavoce del comitato del Soccorso: campi nomadi improvvisati che occupano le aree nei pressi dei cavalcavia nonostante gli interventi della polizia municipale, bande di ragazzi che fino a pochi mesi fa compivano scorribande rapinando cinesi e non solo.
La parola d’ordine è: mobilitazione generale «che inizieremo fin da subito convocando nuove assemblee pubbliche - continua Bonanni - e cercando, ancora una volta , un dialogo con il Comune». Che fino a ora, al di là di qualche tentennamento, ha tirato dritto per la sua strada.
Lunga la storia delle guerra del comitato contro il viadotto. E tanti sono stati i capitoli. L’ultimo è il più insidioso un tris di esposti: Corte dei Conti, procura della Repubblica, Autorità di vigilanza sugli appalti pubblici contro il Comune e contro il dirigente del Lavori pubblici Lorenzo Frasconi, scattate all’indomani del bando per la costruzione delle rampe d’accesso al viadotto, pubblicato a febbraio. Un accelerazione che non è piaciuta al comitato e all’interno della quale ha visto «forzature e irregolarità. E non sono le prime - conclude Bonanni - Vogliamo chiarezza anche sull’affidamento alla società Iride dello studio di valutazione di impatto ambientale dato direttamente mentre invece, per legge, bisognava chiamare altre società e che come socio di maggioranza aveva una persona ben conosciuta dall’assessore al le Grandi opere Filippo Bernocchi».
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