Il Tirreno

Prato

«Faremo opere per mitigare l’impatto»

di Ilenia Reali
«Faremo opere per mitigare l’impatto»

PRATO. «La notizia dell’arrivo dei 15 milioni di euro per me è stato un regalo per il mio sessantunesimo anno. Non credevo che il progetto fosse incanalato così nei piani infrastrutturali del Governo....

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PRATO. «La notizia dell’arrivo dei 15 milioni di euro per me è stato un regalo per il mio sessantunesimo anno. Non credevo che il progetto fosse incanalato così nei piani infrastrutturali del Governo. Adesso siamo a cavallo». Il sindaco di Prato Roberto Cenni non nasconde la soddisfazione per il risultato raggiunto perché togliere quella strettoia dalla Declassata significa risolvere problemi viari che in futuro potrebbero ulteriormente aggravarsi.

«E’ l’unica strettoia che si crea lungo quell’asse di collegamento e risolvere il problema non è solo una soluzione per noi ma per tutto il collegamento con Firenze. Pensate cosa potrebbe accadere con l’apertura di Pratilia e con l’inizio dei lavori sulla terza corsia dell’autostrada».

Il comitato è arrabbiatissimo, i residenti del Soccorso temono un isolamento dal resto della città e anche che si acuiscono i disagi legati all’insicurezza. «Per me fare l’interramento sarebbe stato uno dei più grandi desideri ma non si può fare e bisogna prenderne atto. Il Ministero dell’ambiente è stato chiaro: il rischio è di fare una diga di 800 metri. Non si può non valutare che l’acqua dalla Calvana scende verso Valle e che lì la falda si è alzata almeno di 10 metri. Il rischio idraulico sarebbe insostenibile in caso di interramento».

E’ indubbio che il rischio sia quello di “tagliare” un quartiere a metà. «Opere di mitigazione se ne potranno fare quante se ne vuole per dare continuità al territorio. Si possono realizzare più progetti che diano vivibilità al Soccorso: pensiamo a un giardino d’inverno e anche a un mercato rionale compatibili con la progettazione. E comunque la progettualità esecutiva è aperta a ulteriori contributi».

L’interpretazione della parola “contributi” è quella che fa la differenza.

Come contributi non ci si riferisce alla cittadinanza ma a quelli dei progettisti che si aggiudicheranno il bando e che saranno scelti sulla base dell’offerta economica ma anche sulla qualità progettuale ovviamente con un dato incontrovertibile, il progetto di una sopraelevata.

«Non dobbiamo dimenticare - è sempre Cenni a parlare - che il minor impatto ambientale della sopraelevata l’ha deciso il ministero dell’ambiente che è l’ente deputato a farlo».

Per Cenni la soddisfazione è legata anche al fatto che l’iter sarà concluso prima delle elezioni. «Ritengo si possa parlare di aver appaltato l’opera - conclude Cenni - ma per me è importante dare delle risposte ai cittadini.

Quella strettoia è un blocco in ingresso e in uscita dalla città che non può essere più tollerato. Sono più di dieci anni che si parla di questa snodo da sistemare».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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