Sicurezza
Via Ariosto, si va verso l’archiviazione
Depositata l’ultima perizia medica: alcuni punti oscuri, ma è confermata l’ipotesi omicidio-suicidio
PRATO. Ci sono ancora punti da chiarire, ma si va verso l’archiviazione nel caso dell’omicidio-suicidio di via Ariosto, i due giovani fidanzati Sara Baldi e Imad Merouane trovati morti il 26 luglio del 2011 nella casa dove vivevano.
In questi giorni l’ultimo tassello dell’inchiesta condotta dal sostituto procuratore Eligio Paolini è andato al suo posto col deposito, a oltre due anni dai fatti, della relazione del medico legale Alberto Albertacci, incaricato dalla Procura. E non ci sarebbero elementi in grado di cambiare l’originaria ipotesi dell’omicidio-suicidio, cioè la ricostruzione secondo la quale Imad Merouane, geloso delle frequentazioni di Sara, le avrebbe sparato nel sonno col fucile da caccia del padre di lei, trovato in casa, e poi si sarebbe ucciso, prima ferendosi con due coltelli, poi sparandosi al volto con lo stesso fucile. L’arma però non fu trovata subito dai carabinieri e solo dopo il padre di Sara ammise di averla spostata per evitare grane, visto che non avrebbe dovuto stare in quella casa. Parlando col Tirreno, il padre disse anche di aver trovato il fucile in una stanza diversa da quella dove sono stati trovati i cadaveri. Questa incongruenza, a distanza di due anni, non è stata spiegata. Quanto alla perizia del Ris dei carabinieri, non sarebbero state trovate tracce di polvere da sparo sulle mani di Imad, ma solo su quelle di Sara. E ciò si spiegherebbe col fatto che il fucile diffonde piombo e antimonio solo dalla canna. L’ipotesi che sia stata un’altra persona a uccidere Imad sarebbe contraddetta dalle ferite da arma da taglio che il giovane si è inferto prima di spararsi. (p.n.)
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