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Tragedia di via Guasti, l’autopsia conferma il primo racconto del marito
Prato, Sergio Maranghi aveva detto ai carabinieri di aver soffocato la moglie Grazia, poi si è avvalso della facoltà di non rispondere. L’esame avrebbe fornito i primi riscontri.
PRATO. L’autopsia sul corpo di Maria Grazia Centauro, la donna di 81 anni trovata morta alle 4 di venerdì 13 settembre nella sua casa di via Cesare Guasti, avrebbe fornito un primo riscontro, positivo, al racconto fatto dal marito, Sergio Maranghi, che ha detto ai carabinieri di averla soffocata nel sonno.
E’ il risultato dell’esame compiuto oggi, sabato 14, dal medico legale Brunero Begliomini all’ospedale di Pistoia. Secondo quanto trapela dal riserbo degli inquirenti, sembra che sul corpo della donna ci siano segni non incompatibili con quanto dichiarato a caldo dal marito.
Sergio Maranghi, ricoverato nel reparto di Psichiatria, ha ripetuto molte volte ai carabinieri di aver ucciso la moglie ma poi, alla presenza del suo avvocato, si è avvalso della facoltà di non rispondere. E’ stato iscritto nel registro degli indagati per omicidio (ma questo soprattutto per tutelare il suo diritto alla difesa) e rimarrà qualche altro giorno in ospedale.
Il medico legale Begliomini consegnerà nei prossimi giorni una relazione preliminare sull’esame autoptico e si è preso 60 giorni per consegnare la relazione completa.
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