Il Tirreno

Prato

Soffoca nel sonno la moglie malata

di Paolo Nencioni
Soffoca nel sonno la moglie malata

Anziana trovata morta in una casa di via Guasti. Il marito confessa: «L’ho uccisa io», ma la Procura invita alla cautela

2 MINUTI DI LETTURA





PRATO. «Sono stato io, l’ho soffocata con le mie mani, non sopportavo più di vederla soffrire». Sergio Maranghi, 86 anni, l’ha ripetuto ossessivamente ai carabinieri che sono arrivati in piena notte nella sua casa al secondo piano di via Guasti 8, a due passi dal Comune. Accanto a lui, sul letto, giaceva senza vita la donna con la quale ha condiviso più di mezzo secolo, Maria Grazia Centauro, 81 anni, che tutti conoscevano come Grazia Maranghi, cioè l’insegna della boutique di via Tintori che fino agli anni Ottanta ha vestito la Prato bene.

Un omicidio nato dalla disperazione, dunque, anche se la Procura invita alla cautela, almeno fino ai risultati dell’autopsia che verrà compiuta oggi dal medico legale Brunero Begliomini su incarico del sostituto Benedetta Foti.

È stata la figlia della coppia, Laura Maranghi, che vive nella stessa casa, a chiamare intorno alle 4 il 112 chiedendo aiuto. Pochi minuti prima, secondo quanto ha riferito la donna, aveva sentito le urla del padre e aveva trovato la madre morta nel letto.

Non ci sono segni di strangolamento o soffocamento, dunque solo l’autopsia potrà rivelare le cause della morte, anche se ipotesi alternative sembrano remote. Ma la figlia Laura ha raccontato ai carabinieri che la sera prima la madre le aveva detto di non respirare bene.

Maria Grazia Maranghi era tornata da poche ore nella casa di via Guasti, davanti al bar La Posta, dopo un ricovero di circa un mese per problemi respiratori. I carabinieri riferiscono che era malata di Alzheimer e questa è stata la prima spiegazione data al gesto del marito. Che soffrisse per una broncopolmonite o per altro, la sostanza non cambia. Nemmeno Sergio Maranghi se la passava bene ultimamente, aveva qualche difficoltà a spostarsi e chi lo ha visto negli ultimi giorni lo descrive come nervoso, ansioso, ma ansioso anche di riportare a casa la moglie.

I carabinieri lo hanno ascoltato a lungo nella sua abitazione, fin verso mezzogiorno, quando un’ambulanza della Pubblica Assistenza lo ha portato per accertamenti in ospedale, dove rimarrà almeno un paio di giorni. Nei suoi confronti non è scattato il fermo, non c’è pericolo di fuga, ma la figlia a casa, dopo quello che è successo, non lo vuole. Poco prima delle 9 erano stati i servizi funebri della Croce d’Oro a portare via la salma di Maria Grazia Centauro. A quell’ora nessuno per strada aveva ancora intuito il dramma che si era consumato nella notte, ma appena la notizia si è sparsa sono stati in molti a soffermarsi davanti alla porta del palazzo, ricordando quella signora che per decenni aveva vestito bene la Prato che contava.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze