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La vita sospesa degli ebrei durante il giorno dello Yom Kippur
Mario Fineschi spiega i precetti seguiti dalla piccola comunità di Prato in occasione della festività più importante: vietat bere, mangiare, guardare la tv o ascoltare la radio
PRATO. Dalle 19,30 di ieri, venerdì, fino alle 20 di oggi sabato 14 settembre, gli ebrei osservano lo Yom Kippur, ovvero il giorno più sacro e solenne del calendario ebraico. Si tratta di un giorno interamente dedicato alla preghiera, al digiuno e all'espiazione dei peccati. A Prato sono pochissimi gli ebrei, si contano su una mano. Non essendoci in città una comunità prendono come riferimento quella di Firenze. E' Mario Fineschi, membro della comunità ebraica fiorentina ma residente a Prato, a spiegare come funziona lo Yom Kippur.
"Dalle 19,30 (quando compaiono in cielo le prime tre stelle, segno dell'inizio del nuovo giorno per la legge ebraica, ndr) fino alle 21 siamo nella sinagoga iniziando i riti con un antichissimo canto in aramaico, il Kol Nidrè cantato sette volte. Poi ci congediamo e ognuno fa ritorno a casa e i più osservanti durante la notte leggono libri sacri - racconta Fineschi - L'indomani alle 8,30 iniziano le celebrazioni che vanno avanti fino alle 20, orario che viene decretato dall'apparizione delle prime tre stelle che segnano l'inizio del giorno nuovo. Resteremo tutto il tempo all'interno della sinagoga pregando. Non possiamo né mangiare né bere. E', infatti, una giornata dedicata alla preghiera ed al digiuno dove con questi gesti si chiede perdono al Signore. Dato che dal venerdì sera non possiamo più svolgere nessun tipo di attività il cibo che mangeremo sabato sera è quello cucinato nella mattinata di venerdì".
"La cerimonia - aggiunge Fineschi - oltre che essere la più importante è tra l'altro molto suggestiva e vi partecipano tutti, anche quelli che non si vedono durante gli altri riti. Le preghiere, tutte molte antiche, sono in ebraico. Risalgono anche al Medioevo tramandante senza che nessuno le abbia modificate. La giornata prevederebbe pure il suono dello Shofar, un corno d'ariete che durante l'arco del giorno viene suonato cento volte. Ma quest'anno lo Yom Kippur cade di sabato, giorno in cui per noi è proibita qualsiasi attività manuale - conclude Mario Fineschi - così lo strumento non potrà essere utilizzato". In questo particolare momento dell'anno gli ebrei non possono svolgere nessun tipo di attività: non possono mangiare, bere, guardare televisione o ascoltare la radio.
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