Il Tirreno

Prato

Omicidio nella notte a Prato, soffoca la moglie di 81 anni: era depresso. La Procura invita alla cautela

di Paolo Nencioni
Omicidio nella notte a Prato, soffoca la moglie di 81 anni: era depresso. La Procura invita alla cautela

E’ accaduto in un appartamento di via Cesare Guasti, accanto al Comune. La donna, Maria Grazia Maranghi, era appena tornata dall'ospedale dopo un mese di ricovero per una grave broncopolmonite. Il corpo è stato trovato dalla figlia Laura

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PRATO. E' stata soffocata nel suo letto, mentre probabilmente dormiva, Maria Grazia Centauro, 81 anni (nella foto sotto), ritornata a casa dopo un ricovero di un mese in ospedale per una broncopolmonite. A compiere il gesto disperato il marito, Sergio Maranghi, 86 anni, (nella foto sotto) professore di matematica da molti anni in pensione, ascoltato dai carabinieri ai quali il sostituto procuratore della Repubblica che coordina l'inchiesta Benedetta Foti ha affidato le indagini.

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(Il corpo di Maria Grazia Maranghi viene portato via dalla Croce d'Oro- FOTO)

L'allarme è scattato all'alba di questa mattina, venerdì 13 settembre, qualche minuto dopo le 4 in un appartamento al secondo piano del palazzo in via Cesare Guasti al civico 8. A chiamare i soccorsi la figlia della coppia, Laura Maranghi, che abita nella casa dei genitori e che è stata svegliata dalle grida del padre: è corsa in camera ma ha trovato la mamma già morta nel letto. Sul corpo dell'anziana non ci sono segni di strangolamento, segno che l'anziana potrebbe essere stata soffocata. Da capire con che cosa. Elementi che sarà il medico legale Brunero Begliomini a chiarire durante l'autopsia che sarà ordinata dal magistrato e che verrà fatta forse domani pomeriggio nella morgue di Pistoia dove il corpo dell'anziana è stato portato dalla Croce d'oro.

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Il procuratore capo Piero Tony invita alla massima cautela. Conferma infatti che Sergio Maranghi sostiene di aver ucciso la moglie, ma dovranno essere trovati riscontri alle sue affermazioni. In particolare, non ci sono segni evidenti né di strangolamento né di soffocamento sul corpo della moglie. Inoltre la donna avrebbe detto alla figlia, prima di addormentarsi, che aveva forti difficoltà respiratorie e non era sicura di superare la notte. Infine la figlia ha trovato la madre nella stessa posizione in cui era quando l'ha messa a letto, e cioè coi due guanciali sotto la testa.

Molto conosciuti sia Sergio Maranghi, sia la vittima Maria Grazia Centauro, conosciuta come col nome da sposata Grazia Maranghi (questa era l'insegna del negozio gestito dalla donna in via Tintori fino a una ventina di anni fa) e titolare di negozi anche a Viareggio. Il negozio di Prato è poi stato gestito fino alla chiusura dalla figlia della coppia, Laura.

Il presunto omicida, Sergio Maranghi, rimasto nell'appartamento di via Guasti fin quasi a mezzogiorno, quando è stato accompagnato in ospedale per accertamenti da un'ambulanza della Pubblica Assistenza. L'avvocato che lo assiste, Cristiano Toraldo, all'uscita dall'abitazione ha detto che l'anziano non è stato sottoposto a fermo. La sua posizione verrà valutata nelle prossime ore. Le prime dichiarazioni Maranghi le ha consegnate al colonnello dei carabinieri Gabriele Stifanelli che sta coordinando le indagini. All'investigatore ha spiegato che la moglie era stata ricoverata in ospedale un mese fa e che ieri era stata dimessa ed era tornata a casa.

Condizioni di salute estremamente precarie anche per Sergio Maranghi che cammina con il bastone. Una prima ambulanza della Pubblica Assistenza era arrivata in via Guasti alle 10,30 ma è stata fatta ripartire dai carabinieri.

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Sotto casa della vittima, Maria Grazia Maranghi, è incessante il via vai di persone che conoscevano la coppia. Una in particolare, la donna delle pulizie, Paola Anedda, che ha cercato di entrare in casa come ogni mattina, è rimasta sconvolta dall'accaduto: "Non  posso credere che sia successo" ha affermato la donna . Anedda ha confermato che la vittima era ricoverata da un mese in ospedale per una broncopolmonite: "Sono andata a trovarla  - ha aggiunto Anedda  - ma non mi risulta che mostrasse i sintomi dell' Alzheimer. Anzi era, nonostante l'età, una donna molto lucida". E che la donna non avesse i sintomi della demenza senile, come peraltro riferito dagli inquirenti, lo sostiene anche il titolare del bar Lucio in piazza del Comune. "L'ho sentita al telefono un paio di giorni fa - ha affermato - e mi ha detto che non vedeva l'ora di tornare a casa".

Di grande agitazione del marito, nella giornata di ieri, 12 settembre, parla invece un conoscente della coppia chiamato da Sergio Maranghi, il presunto omicida, a mettere a posto gli infissi della camera da letto della coppia proprio in previsione del ritorno dall'ospedale dell'anziana. "Sembrava molto agitato - ha spiegato Massimiliano Azzolina - ed ha continuato a chiamarmi per capire come procedeva il lavoro durante tutto il periodo nel quale sono stato a casa loro".

Le prima ipotesi sul movente dell'omicidio stanno via via trasformandosi con il passare delle ore e con il sovrapporsi delle testimonianze. Se in un primo momento investigatori e inquirenti erano convinti che Sergio Maranghi, presunto omicida, potesse avere soffocato la moglie nel letto per le sue condizioni di salute: una demenza che la rendeva incapace di intendere e di reagire, ora l'ipotesi è che il malato vero possa essere proprio il presunto omicida che potrebbe aver agito in preda a una forte crisi depressiva. Ipotesi che devono essere tutte verificate e confermate dagli investigatori.

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