Il Tirreno

Prato

«Ho sbagliato, ma non sono un razzista»

«Ho sbagliato, ma non sono un razzista»

L’autore del commento xenofobo sui cinesi si scusa e contrattacca: «Sono un capro espiatorio»

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PRATO. «Sono uno stupido, da qui ai prossimi duecento anni mi pentirò di quello che ho scritto. So di aver detto una cosa grave, ma credetemi non farei mai del male a nessuno». Non ce la fa più a tenersi tutto dentro l’autore del commento razzista nei confronti dei bambini cinesi che si sono esibiti in piazza Mercatale cantando “Nel blu dipinto di blu”. “Bruciateli, vedete come cantano” recitava il post apparso sulla bacheca di Facebook del Tirreno sotto la foto che ritraeva il coro di bimbi. Non siamo davanti a un episodio scatenato da una persona “annoiata” alla ricerca di emozioni forti per divertirsi e attirare l’attenzione: protagonista dell’ennesima storia di odio verso lo straniero stavolta è Daniele, un giovane di 28 anni che vive a Prato con una compagna e lavora a Firenze come operaio. Al putiferio che si è scatenato, infatti, non ci aveva proprio pensato tantomeno aveva previsto le conseguenze di quel gesto, al quale non riesce nemmeno a trovare una giustificazione. «Non so neanch’io cosa mi è passato per la testa in quel momento, ho fatto una cazzata e basta». Non fa altro che ripeterlo. Ma le sue scuse finora non sono bastate a fermare la volontà di Sel e della Provincia di Prato a procedere con una denuncia nei suoi confronti per istigazione all’odio razziale. «Ma quale razzismo, non mi era mai accaduto prima di scrivere quelle cose – dichiara - ho letto la notizia e l’ho commentata, così come avrei fatto con qualcos’altro sulla bacheca di un amico, senza pesare le parole». Parole senz’altro eccessive, che hanno suscitato così tanto sdegno e disapprovazione che Daniele non aveva proprio calcolato, tant’è che inizialmente lui dice di non essersene nemmeno accorto . «Se solo avessi immaginato quello che si è scatenato non l’avrei mai fatto, ci sto malissimo – prosegue lo sfogo - Le mie non sono parole frutto di un’ideologia razzista: non ho un orientamento politico, né provo odio verso gli stranieri. Mi dà fastidio solo come si comportano i cinesi con il lavoro così come alcuni stranieri di cui si sente parlare per furti o cose del genere, ma non farei mai del male a nessuno. Sono uno che lavora fuori casa tutto il giorno e torna a Prato solo per dormici, cosa volete che mi interessi cosa succede qui». Si dice realmente pentito e vuole chiedere di nuovo scusa a tutta la città. «Mi scuso con tutti quelli che ho ferito – continua - ho sbagliato e non voglio che nessuno che creda che quello che ho scritto siano cose che penso». Alla vergogna che sta provando (ci tiene a rimanere anonimo perché i suoi familiari non lo riconoscano e proteggere la privacy della sua compagna) ora pero è subentrata la paura di quello a cui potrebbe andare incontro : «Quello che ho fatto è grave, lo riconosco, ma penso di non essere né il primo né l’ultimo a scrivere queste cose: sono stato usato come capro espiatorio per colpire tutti gli altri».

Barbara Burzi

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