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Prato

«La scuola deve contaminarsi con il lavoro»

«La scuola deve contaminarsi con il lavoro»

Il sottosegretario Toccafondi, in visita al Marconi, boccia anche le classi “ghetto”: no a troppi stranieri

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PRATO. Ha scelto l’istituto professionale “Marconi” per inaugurare un tour che porterà avanti nelle scuole italiane per toccare con mano come effettivamente vanno le cose. «Solo andando di persona posso realmente capire le questioni scolastiche». Parole di Gabriele Toccafondi, sottosegretario all’istruzione che, da toscano, ha voluto iniziare il percorso nella sua regione. Accompagnato dal preside del Marconi Daniele Santagati (reggente dell’istituto), dalla vice presidente della Provincia Ambra Giorgi, dal presidente dell’unione industriali Andrea Cavicchi e poi dal prefetto Maria Laura Simonetti, il sottosegretario ha visitato i laboratori della scuola, le aule, parlato con gli studenti e i professori. «La cosa che ha mi ha colpito – ha detto Toccafondi – è il fatto che i ragazzi hanno il desiderio di stare con le mani in pasta. Uso volutamente questa espressione, perché rende l’idea. Stare, quindi, a contatto con il ferro e con i macchinari. Chiedono di studiare ma anche di saper utilizzare quegli strumenti che un domani saranno quelli del loro lavoro. Quindi bisogna adoperarsi affinché negli istituti professionali e in quelli tecnici si aumentino le ore di laboratorio oltre ai periodi di stage in aziende, per preparare in maniera completa i giovani all’incontro con il mondo del lavoro. Un obiettivo, infatti, è quello di contaminare la scuola con il mondo del lavoro». Non è un caso che Toccafondi abbia scelto Prato e il Marconi. Il sottosegretario è toscano e ha la delega all’istruzione per gli istituti tecnici e professionali, quindi ha ben pensato di iniziare dall’istituto di via Galcianese. Un paio di anni fa l’allora ministro Gelmini mise in atto una riforma sulla scuola. E proprio su questa tema arriva una richiesta dalla Provincia: «Chiediamo che ci sia la possibilità di rivedere la riforma Gelmini che ha tolto diverse ore di laboratorio – spiega Ambra Giorgi – e sulla questione Toccafondi ha visto qual è la situazione ed è del parere che le ore vengano aumentate». C’è poi la vicenda dell’istituto Dagomari dove in una classe solo due alunni sono italiani e hanno chiesto di essere trasferiti. Il sottosegretario si è espresso dicendo che è importante che non ci siano classi ghetto. «In questa scuola ci sono molti cinesi ed è un dato di fatto sul quale bisogna riflettere. Va capito perché tutti questi ragazzi si iscrivono al tecnico commerciale piuttosto che in un’altra scuola – ha detto Toccafondi - Il Dagomari, alla luce di questo, sarà proprio una delle scuole che visiterò di persona come fatto stamani col Marconi». Sul caso Dagomari la vice presidente Giorgi spiega che le cose stanno cambiando: «Adesso i ragazzi cinesi vanno avanti anche nel triennio, quando invece prima si fermavano al secondo anno. Al Dagomari c’è un numero elevato di studenti orientali, invogliati dalle famiglie a frequentare ragioneria per poi un domani saper fare i conti nelle aziende. Ma siamo certi di poter fare un discorso sull’orientamento scolastico». Dopo la visita al Marconi, Toccafondi è stato ospite del Datini dove ha pranzato. I piatti sono stati preparati dagli studenti dell’alberghiero.

Azelio Biagioni

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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