Il Tirreno

Prato

La pirata della strada non si è ancora scusata col giovane investito

di Paolo Nencioni
La pirata della strada non si è ancora scusata col giovane investito

E’ stato dimesso il diciannovenne travolto in viale Galilei, che racconta: «Ho visto quella macchina che si allontanava, mi sono sentito abbandonato»

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PRATO. I medici hanno sciolto la prognosi ed è stato dimesso il diciannovenne che, nella notte tra lunedì 9 e martedì 10, è stato investito da un’auto pirata mentre percorreva il viale Galilei all’altezza della pizzeria Don Chisciotte. Ma la conducente dell’auto, una donna di 35 anni residente in via di Cantagallo, denunciata dalla polizia municipale per omissione di soccorso, non si è ancora fatta viva con lui o con la famiglia per chiedere scusa.

«Prima dell’incidente stavo meglio di sicuro - risponde Edoardo, già studente del Liceo Livi e in procinto di iscriversi alla facoltà di Ingegneria di Firenze - Ora invece sono un po’ ammaccato, ma miglioro di giorno in giorno». Di quella notte (l’incidente è accaduto intorno all’una) Edoardo non ricorda molto. O meglio, preferisce non concentrarsi perché è ancora un po’ intontito per il forte trauma cranico. Conferma, però, che la conducente dell’auto non ha ancora ritenuto di farsi avanti per chiedere scusa.

«In quel momento - dice Edoardo, che abita nella zona di Santa Lucia - vedere la macchina scura che prima si ferma e poi riparte quasi subito è stato davvero incomprensibile. Mi sono sentito abbandonato, fortunatamente mi hanno soccorso altre persone». Se un giorno gli capiterà di parlarci, aggiunge il giovane, «sinceramente non saprei cosa dirle. Le chiederei di spiegarmi in qualche modo la sua reazione, ma mi resta l’amarezza del suo gesto».

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