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L’export di Prato dalla retromarcia al folle

L’export di Prato dalla retromarcia al folle

L’Unione industriale divulga i dati del secondo trimestre 2013: -0,3, in linea con il dato nazionale. La metafora automobilistica è del vicepresidente Andrea Tempestini

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Si vedono ben chiare le cicatrici della crisi sui dati dell'export del distretto pratese nel 2° trimestre 2013, che comunque segnando -0,3% rispetto allo stesso periodo del 2012 si attesta in linea con il dato nazionale. Anche il confronto con i trimestri precedenti, depurato dalla componente stagionale, dà un quadro meno preoccupante rispetto al recente passato: dopo la successione di variazioni tendenziali fortemente negative (3° trimestre 2012 -8,9%; 4° trimestre 2012 -5,3%; 1° trimestre 2013 -14,6%), il 2° trimestre 2013 sembra approdare ad una sostanziale stabilizzazione.

È l'ufficio studi dell'Unione Industriale Pratese a tracciare questo quadro, frutto di elaborazioni di dati Istat realizzate con la collaborazione ormai consolidata dell'analoga struttura di Confindustria Pistoia. Entrando nel dettaglio settoriale del tessile, si evidenzia che nel 2° trimestre 2013 in provincia di Prato recuperano l'export di filati (+1,7%) e degli altri prodotti tessili, comprensivi delle stoffe a maglia (+11,7%). L'abbigliamento arresta la caduta e mette a segno un +0,7% soprattutto grazie alla maglieria. Ancora bene la meccanica, comprensiva del meccanotessile (+3,9%) ma anche chimica e plastica. Si mantiene invece negativo anche nel 2° trimestre l'andamento dell'export di tessuti ortogonali (-7,4%).

«Per usare una metafora automobilistica, siamo passati dalla retromarcia alla posizione di folle - commenta il vicepresidente dell'Unione Industriale Pratese Andrea Tempestini - Viviamo insomma un momento di relativa stabilità rispetto all'andamento negativo del recentissimo passato. Attenzione, però: non è automatico che dal folle si passi necessariamente alle marce in avanti. Come imprese abbiamo tenuto duro, innovato, ottimizzato, effettuato operazioni anche dolorose: ora tocca alla politica dare segnali di concreto e tangibile incoraggiamento verso una ripresa che non è certo immediatamente a portata di mano. Il documento comune Confindustria-sindacati ha indicato delle priorità imprescindibili, dei veri e proprio termometri dell'effettiva volontà di attivare politiche economiche orientate alla crescita.»

L'export delle province di Prato e Pistoia è oggetto da parte dei due uffici studi di un'analisi dettagliata che sarà resa pubblica nelle prossime settimane.

I DATI DIFFUSI DALL'UNIONE INDUSTRIALE DI PRATO

 

Export di Prato: secondo trimestre 2013

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