Gioco
Il vedovo accusa il prete: negata l’estrema unzione
Un anziano di Montepiano attacca il parroco ma la Diocesi fornisce una versione diversa dell’episodio ed è pronta a denunciarlo
VERNIO. Porta ancora il lutto nel cuore perché domenica scorsa, nel giorno consacrato alla Madonna, sua moglie Maria Rosa si è spenta. Un lutto fresco, freschissimo, ancora più alimentato da una rabbia che il signor Alfredo Ferrara di Montepiano cova dentro ormai da mesi. Il suo bersaglio si chiama padre Arian Shkurti, parroco della località montana nel comune di Vernio, accusato di alcune inadempienze rispetto ai suoi doveri di sacerdote.
«Mia moglie è morta e il parroco non le ha dato l’ultima benedizione: durante la malattia chiedeva di essere confessata a casa e il prete non si vedeva mai». È un ciclone l’anziano Alfredo che fino a pochi anni fa aveva un laboratorio di falegnameria in via Mazzini a Prato, per poi chiuderlo a trasferirsi a Montepiano. Il suo dente avvelenato contro don Arian lo spinge fino alla nostra redazione per raccontare la condotta del parroco. «Non a caso non gli ho fatto celebrare i funerali di mia moglie che si sono tenuti a Prato, nella basilica delle Carceri».
Il parroco di Montepiano – nella versione data dalla Diocesi – è il primo a meravigliarsi di questo attacco, anche perché la signora Maria Rosa Marchillo riceveva regolarmente la comunione a casa (la donna era inferma) il primo venerdì di ogni mese come avviene per tutti i malati di Montepiano. L’ultima volta che padre Arian aveva bussato alla porta della famiglia Ferrara è stato proprio venerdì scorso ma nessuno gli avrebbe aperto, secondo la ricostruzione fatta dalla Diocesi.
Non solo. Il parroco ha potuto apprendere la notizia della morte della signora solo lunedì scorso da una vicina di casa, senza aver mai ricevuto pertanto una richiesta di estrema unzione da parte dei familiari. La Diocesi si dice pronta a denunciare l’anziano per diffamazione.
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