Il Tirreno

Prato

il dibattito

Assomigliano ai mafiosi ma non hanno il “diploma”

PRATO. Mafia cinese sì, mafia cinese no. Se ne discute da anni in città, senza trovare un punto d’incontro. Se n’è parlato anche ieri in occasione degli arresti degli estorsori cinesi. Il senso...

1 MINUTI DI LETTURA





PRATO. Mafia cinese sì, mafia cinese no. Se ne discute da anni in città, senza trovare un punto d’incontro. Se n’è parlato anche ieri in occasione degli arresti degli estorsori cinesi. Il senso comune dice che sì, nella comunità orientale esiste qualcosa che si può chiamare mafia. Ma col senso comune non si va davanti a un giudice, che è quello che devono fare gli inquirenti. E infatti anche ieri il procuratore capo Piero Tony ha spiegato che nel caso degli estorsori, sono stati usati metodi “paramafiosi”, ma che non è stato possibile contestare l’accusa di associazione a delinquere di stampo mafioso, il 416 bis, perché mancano alcuni elementi come l’omertà e il controllo del territorio. Anni fa lo stesso Tony, in un dibattito pubblico al Metastasio col procuratore capo di Firenze Giuseppe Quattrocchi, affermò lo stesso concetto, in opposizione alla tesi di Quattrocchi, facendo storcere qualche naso in platea. I fatti finora gli hanno dato ragione, perché nessuna accusa di associazione a delinquere di stampo mafioso riferita a cinesi di Prato ha retto al vaglio del giudizio. Nemmeno quella formulata dalla Direzione distrettuale antimafia nei confronti dei responsabili del duplice omicidio di via Strozzi, nel giugno 2010. (p.n.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa