Il Tirreno

Prato

Un impianto non solo per ospitare lo sport Cenni: «Idee giuste»

di Maria Lardara
Un impianto non solo per ospitare lo sport Cenni: «Idee giuste»

Architetti dello Studio Associato Zoppini di MIlano hanno incontrato il sindaco e l’assessore Caverni

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PRATO. E se finalmente Prato avesse uno stadio come si deve? A rimescolare le carte di una questione spinosa che rappresenta una ferita aperta per i tifosi dell’Ac Prato (nel 2014 scadranno i collaudi delle tribune del Lungobisenzio), è l'incontro tecnico tenutosi ieri mattina negli uffici del sindaco Cenni con l’architetto Zoppini dell’omonimo Studio associato di Segrate (Milano). Prima di darne i dettagli, s'impone un passo indietro. Una lettera del presidente dell’Ac Prato, Andrea Toccafondi, inviata al sindaco a metà luglio scorso, conteneva idee ben precise per il futuro del calcio professionistico a Prato e per la ristrutturazione del Lungobisenzio. In sostanza, un modello di stadio diverso, inserito nel contesto cittadino, che non rappresenti solo una voce di spesa ma produca reddito e valore aggiunto. Ed è stato proprio Toccafondi a segnalare all’amministrazione lo studio Zoppini, un nome che è una garanzia nel mondo degli impianti sportivi. Nessun progetto sul tavolo, ma l’incontro interlocutorio di ieri con l’architetto Zoppini è stato definito «interessante» dal sindaco Cenni affiancato per l'occasione dall’assessore ai Lavori pubblici Roberto Caverni. «Il presidente Toccafondi - puntualizza Cenni - ci ha segnalato dei veri professionisti del settore, fermo restando che la scelta del nuovo stadio spetta all’amministrazione. Intanto, per quando riguarda la ristrutturazione del Lungobisenzio, stiamo facendo la nostra parte, mettendo a bilancio l’intervento e trovando la necessaria copertura finanziaria». Un argomento, quello dello stadio di calcio, che ormai tiene banco in città da mesi. Prima l’ipotesi di costruirne uno nuovo a Chiesanuova ampliando l’impianto di atletica leggera, poi la bocciatura di quel progetto e, prima dell’estate, il via libera alla ristrutturazione del Lungobisenzio per il quale occorrono circa 2 milioni di euro (reperibili attraverso il fondo per il credito sportivo). Non è la prima volta che il sindaco s’interfaccia con professionisti del settore con l'idea di uno stadio nuovo mantenendo le fondamenta del Lungobisenzio: sei mesi fa aveva incontrato altri progettisti chiamati a pianificare un nuovo impianto a Verona. Intanto ieri gli architetti dello studio Zoppini sono venuti a Prato per avere una fotografia complessiva dei bisogni della città in relazione allo stadio. «Hanno chiesto i dati necessari per poter elaborare un’ipotesi progettuale che rispecchi una visione diversa dell’utilizzo dell’impianto sportivo», aggiunge l’assessore Caverni. E la visione di uno stadio che possa essere utilizzato 12 mesi all’anno, perché no magari per un concerto o altre funzioni aggregative, non dispiace al primo cittadino. «Il problema di ristrutturare il Lungobisenzio non c’impedisce intanto di pensare e ripensare funzioni nuove per l’area intorno a piazza Stazione, valorizzando magari il percorso lungo il fiume. L’incontro con gli architetti è stato utile per avere una prospettiva diversa del ruolo dello stadio inteso non solo come un servizio che lo rende corpo avulso dalla città, ma come struttura polivalente che la città possa utilizzare tutto l’anno». Che poi è la stessa impostazione che riecheggiava tra le righe della lettera di Toccafondi inviata a luglio.

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