Scuola Rodari e Varvarito, il comitato di Viaccia attacca l’amministrazione comunale di Prato
In una lettera i cittadini si lamentano del mancato coinvolgimento al momento della riapertura della strada. Solidarietà agli abitanti di Casale
PRATO. Il Coordinamento cittadini per Viaccia torna sulla vicenda dei terreni di via delle Lame destinati al trasferimento dell’azienda di lavorazione inerti Varvarito polemizzando con l’amministrazione comunale.
Nel luglio 2012, questo Coordinamento - si legge nella lettera invita al Tirreno - ha aperto un tavolo di partecipazione, con l'amministrazione comunale, per la risoluzione di un problema di viabilità che si prospettava nel paese di Viaccia. Questo tavolo ha avuto esito positivo e nonostante sia stata necessaria una nostra costante pressione, finalmente la strada che dovrebbe essere la panacea della viabilità relativa all'afflusso veicolare nei pressi della scuola elementare "G. Rodari" durante le ore di massima richiesta, è stata realizzata. Avendo partecipato al tavolo insieme all'amministrazione comunale, ci aspettavamo che anche l'inaugurazione di questa importante struttura, fosse con noi condivisa, in modo da poter organizzare un evento che coinvolgesse anche il Paese; invece solo due giorni prima,e solo a seguito di nostro interessamento, abbiamo saputo che sarebbe avvenuta lunedì 9 settembre, e quindi sicuramente senza il coinvolgimento del paese, cosa di cui non possiamo che essere molto dispiaciuti».
«Allo stesso modo - continua la lettera del Comitato - siamo molto dispiaciuti sia della mancanza di un nostro coinvolgimento da parte dei medesimi uffici, nella impostazione dell'assetto generale della viabilità nella zona interessata, sia di quello che non è stato riportato negli articoli dei giornali locali, dove il merito sembra essere esclusivamente della buona pratica amministrativa comunale; Ciò non rende merito all'importanza che ha avuto la petizione popolare mossa dalla circoscrizione Ovest per il fermo immediato della realizzazione della stessa strada nel mezzo del giardino della scuola e la conseguente apertura del tavolo di partecipazione sulla problematica. Vorremmo quindi sottolineare che questo strumento, approntato dall' amministrazione ma di cui preferisce che nessuno si avvalga, rappresenta una rivoluzione della politica intesa come strumento di condivisione delle scelte sul territorio, a risoluzione di problematiche di chi il territorio poi lo vive.Una rivoluzione che ha dato come risultato la realizzazione di una opera sognata dagli abitanti di Viaccia da ben 35 anni».
«Intendiamo anche esprimere la nostra solidarietà - prosegue la lettera - agli abitanti di Casale che in questi giorni sono a manifestare il loro dissenso per l'imminente insediamento, in località le Pantanelle, della società Varvarito. Siamo sicuramente a favore di una soluzione del problema che preveda l'insediamento in aree destinate per loro natura, ad accogliere aziende simili, ovvero le zone industriali e ci auguriamo che questa nostra idea venga sposata anche dal comitato di Casale. In merito alle rassicurazioni a questi cittadini, da parte del sindaco Roberto Cenni, invece, intendiamo ricordare che lo spostamento in via delle Lame è, al momento, completamente impossibile data la assoluta mancanza degli adempimenti minimi richiesti quali: lo studio di impatto ambientale per l'insediamento di una attività di frantumazione degli inerti, la convocazione di una conferenza dei servizi, la modifica del piano stralcio dell'Autorità di Bacino circa la riduzione della cassa di espansione del torrente Bagnolo, l'accettazione da parte della provincia di Prato della richiesta da parte della società Varvarito del procedimento di VIA relativo all'attività in questione. Oltre a tutte queste pratiche sopra elencate si aggiunge il ricorso al TAR presentato recentemente dai legali del coordinamento cittadini di Viaccia e relativo al cambio di destinazione d'uso del terreno in via delle Lame, anche se il vero motivo per abbandonare il progetto via delle Lame, dovrebbe essere semplicemente il buon senso, quello che sembra mancare al sindaco Cenni e al dirigente dell' Ufficio Tecnico che ha creato questa assurda situazione».
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