Milano Unica sorride nonostante i numeri e per Prato segnali per essere ottimisti
Un primo giorno quello di Milano Unica partito in sordina senza tanti visitatori eppure tra l’ottimismo degli imprenditori. Ottimismo, nonostante tutto. Nonostante i numeri che non sono a favore...
Un primo giorno quello di Milano Unica partito in sordina senza tanti visitatori eppure tra l’ottimismo degli imprenditori. Ottimismo, nonostante tutto. Nonostante i numeri che non sono a favore delle imprese manifatturiere per cui si registra un meno 0,4% della produzione e un meno 3,4 per cento delle esportazioni nel primo trimestre 2013 rispetto all’anno precedente. La tessitura laniera, di cui Prato è protagonista, ha sofferto più delle altre registrando un meno 15,1% di fatturato.
«Un quadro complessivo - ha commentato il presidente di Milano Unica Silvio Albini - non certo rassicurante di fronte al quale non vogliamo certo arrenderci guardando anche ai segnali, seppur timidi, di inversione di tendenza che ci vengono dai dati del secondo semestre. La tessitura italianadal 2008 ad oggi, nonostante le perdite di aziende e di addetti, ha saputo mantenere intatta la filiera, il vero valore aggiunto del made in Italy».
«Per quel che ci riguarda - è intervenuto nell’argomento il presidente del consorzio PratoTrade Sandro Ciardi - abbiamo la dimostrazione che per i nostri tessuti c’è un rinnovato interesse dei clienti. Cercano i disegnati, gli stampati, la fantasia. E in questo tipo di stoffe ci sta dentro tutto il distretto e tutte le fasi di lavorazione che ci contraddistinguono, dalla tessitura all’orditura a tutti i tipi di finissaggi. E non si tratta solo di moda ma della voglia di tornare a cercare tessuti di qualità e servizio».
Una qualità che piace sempre di più ai tedeschi, a un ritrovato Giappone e a una rinata Corea.
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