Sicurezza
La gente del web non ha dubbi Un po’ di rumore non fa male
PRATO. Troppo rumore sul Mercatale fino a notte fonda? E che sarà mai, per due settimane all’anno... A giudicare dalla valanga di commenti arrivati sulla pagina Facebook del Tirreno in calce alla...
PRATO. Troppo rumore sul Mercatale fino a notte fonda? E che sarà mai, per due settimane all’anno... A giudicare dalla valanga di commenti arrivati sulla pagina Facebook del Tirreno in calce alla notizia sugli organizzatori degli eventi di piazza Mercatale che replicano a chi li critica per il troppo rumore, sembra proprio che la grande maggioranza dei pratesi sia favorevole a questa formula, e a questi livelli di rumore.
Finalmente un po’ di vita in centro: è questo il senso di molti commenti. E se per “accendere” piazza Mercatale si fa un po’ di casino, è un prezzo giusto da pagare.
La spiegazione di questa divisione in due partiti, uno grande e uno molto più piccolo, potrebbe essere molto semplice: nelle case che affacciano su piazza Mercatale e zone limitrofe abitano poche centinaia di persone, mentre i frequentatori degli spettacoli e degli stand si contano a decine di migliaia. I primi vengono investiti tutte le sere dal muro di suono e protestano, i secondi ci vanno quando più gli fa voglia e approvano.
Ma la sproporzione nei commenti racconta anche che c’è una grande maggioranza che non accetta più veti sulla vita notturna. Fino a qualche tempo fa bastava che anche una sola famiglia si lamentasse per l’eccessivo rumore e un pub (è successo in via Santa Trinita) veniva pesantemente sanzionato, o addirittura costretto a chiudere. Adesso il “pratese medio” sembra aver realizzato che una città di quasi 200.000 abitanti è rimasta per troppo tempo addormentata di notte, soprattutto in confronto alle vicine Firenze e Pistoia, per non parlare della Versilia. E vuole rifarsi.
«Suvvia, per due settimane l’anno! - scrive Lucia Biagi - Siamo in pieno degrado per 365 giorni, viviamo un po’ la nostra città quando ci sono queste belle occasioni, gli ultimi giorni di caldo, portiamo un po’ di pazienza e vediamo il bicchiere mezzo pieno».
«Ma che ve lo ricordate il rumore dei telai? - le fa eco Monica Rossi - Allora si stava bene e nessuno si lamentava. Trent’anni fa in piazza Duomo quando c’era il Brogi e noi tutti con motorini e macchine la sera... Un po’ di musica non fa male».
«Vallo a raccontare a chi si deve alzare alle 5 e poi lavorare a palla tutto il giorno» replica Marisa Bartalesi. E Sergio Scubla: «Scusate ma non vi capisco. In questo momento, mezzanotte, io che abito in via Strozzi davanti al Bingo sento distintamente la musica, anche a finestre chiuse. Domattina alle 5 mi alzo e vado a fare il mio lavoro di turnista. Chiedere di smettere alle 23 vuol dire consegnare la città al degrado?». (p.n.)
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