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Prato, dopo 25 anni chiude il circolo Arci Malaparte

Alessandra Agrati
Prato, dopo 25 anni chiude il circolo Arci Malaparte

Il presidente Lippini: «Il consiglio si è dimesso e nessuno si è fatto avanti per subentrare»

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PRATO. Chiude il circolo Arci Curzio Malaparte di via Bologna dopo 25 anni di attività; il consiglio e il presidente, dopo due anni dall' elezione hanno dato le dimissioni motivandole con problemi personali.

«Fare il presidente di un circolo Arci – spiega Leonardo Lippini – è un impegno gravoso, bisogna avere molto tempo a disposizione, se si vuole lavorare bene. Da alcuni mesi avevamo fatto presente ai soci che il consiglio era intenzionato a lasciare la carica, purtroppo nessuno ha voluto sostituirci e così l'unica strada da seguire è stata la chiusura».

Nelle scorse settimane era stata anche organizzata una raccolta di firme per scongiurare la chiusura.

«Nessun circolo – spiega il presidente provinciale Andrea Barni – può restare in piede se manca il consiglio, abbiamo bisogno di persone che entrino in modo attivo, capisco che è un compito pesante e faticoso soprattutto per quanto riguarda l'attività culturale e associativa. E' lì la forza del circolo se si riesce a innescare questo circolo virtuoso allora iniziano ad arrivare più persone e l'attività decolla».

Del resto fare il presidente è una carica che spaventa in quanto si hanno responsabilità civili e penali.

Il problema fondamentale è che molti circoli hanno anche problemi economici, soprattutto quelli con attività soltanto di bar, e quindi si rischia di accollarsi debiti pregressi che alle volte assumono cifre enormi.

«Il circolo che lascio – continua Lippini – non ha grossi debiti, il mutuo dei locali è stato pagato, purtroppo nella pianificazione della nostra attività siamo stati penalizzati dai locali, solo due stanze, e dalla posizione, in via Bologna è difficile parcheggiare inoltre la nostra sede si trovava al pianterreno di un condominio, quindi il rumore del locale pubblico dava noia agli abitanti».

La gestione dei circoli, non solo quelli Arci, è comunque molto particolare soprattutto dal punto di vista fiscale; soltanto i soci potrebbe usufruire del bar e pizzeria; un caffè servito a chi non ha la tessera può costare una multa anche di 500 euro, se il circolo non ha soldi ne risponde il presidente con i beni personali.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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