Gioco
Da Prato lettera al ministro contro il taglio degli insegnanti di sostegno
L’assessore Rita Pieri e Marco Armellini della Asl chiedono che siano almeno ripristinate le cattedre dello scorso anno, già insufficienti. «Nella nostra area sono oltre 700 i bambini e gli adolescenti con disabilità e oltre 250 hanno problematiche gravi»
Una lettera firmata dall’assessore all’istruzione del Comune di Prato, Rita Pieri, e dal responsabile di Salute mentale infanzia e adolescenza dell’Asl 4, Marco Armellini, per accendere un campanello di allarme sulla riduzione delle cattedre di sostegno nelle scuole. E per rivolgersi al ministro dell’Istruzione, Maria Chiara Carrozza, chiedendole almeno di ripristinare il numero (già estremamente esiguo) di docenze garantite lo scorso anno.
Ecco la lettera di Pieri e Armellini.
«La situazione che si prospetta per le prossime settimane nella scuola di base, con una riduzione drastica della disponibilità di cattedre di sostegno, è tale da suscitare un grave allarme. Gli alunni disabili, le loro famiglie e gli insegnanti si troveranno di fronte a un vuoto che compromette la possibilità di una vera integrazione e inclusione. Per questo motivo ci troviamo costretti a intervenire sui mezzi d'informazione richiamando l'attenzione dell'opinione pubblica e dei competenti organi amministrativi (Ufficio scolastico regionale, Ufficio scolastico territoriale) e del governo regionale su questo problema.
L'integrazione degli alunni con disabilità richiede l'impegno degli istituti scolastici (che devono garantire insegnanti per le attività didattiche e personale Ata per l'assistenza di base), dei Comuni (che assicurano strutture scolastiche adeguate e accessibili e il personale per gli interventi assistenziali di tipo socio-educativo) e delle aziende sanitarie, che attraverso i Servizi di Salute mentale per l'infanzia e l'adolescenza forniscono l'apporto tecnico sanitario di diagnosi e consulenza.
Nella nostra area sono oltre 700 i bambini e gli adolescenti con disabilità e oltre 250 hanno problematiche gravi.
In questi ultimi anni i Comuni, e in particolare il Comune di Prato, nonostante i tagli governativi alle risorse sociali, hanno mantenuto inalterato l'impegno per assicurare le attività educative, che spesso sono l'unico fattore di continuità nell'esperienza scolastica di questi alunni. Il Comune di Prato, in collaborazione con la Usl, inoltre, ha promosso progetti speciali di facilitazione dell'inclusione per alunni con disabilità sensoriali (sordità e ipovisione) e con autismo, e sostiene un progetto di grande impegno dell'I.C. “Gandhi” di Galciana.
Questi sforzi dell'ente locale e dell'azienda sanitaria rischiano però di essere del tutto insufficienti in mancanza della disponibilità di insegnanti di sostegno. Già le scuole hanno visto quasi azzerarsi le possibilità di formazione, di compresenza, di attività integrative e laboratori. Quest'anno anche le cattedre si volatilizzano, nonostante gli impegni assunti più volte dal ministro Maria Chiara Carrozza, che si ritrovano nel decreto ministeriale appena emanato.
Chiediamo quindi con forza al Miur, nelle sue articolazioni territoriale e regionale, di porre rapidamente rimedio alla situazione che si è determinata, con modalità trasparenti e omogenee per tutta l'area pratese, ripristinando quanto meno la situazione dello scorso anno scolastico, per quanto già molto carente».
Rita Pieri
Assessore all’istruzione pubblica, università e pari opportunità del Comune di Prato
Marco Armellini, Neuropsichiatra Infantile,
Responsabile Unità Funzionale Salute Mentale Infanzia e Adolescenza Az. USL 4
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