Il Tirreno

Prato

Il Creaf tira il fiato, la Regione si impegna per salvarlo

di Carlandrea Poli
Il Creaf tira il fiato, la Regione si impegna per salvarlo

Non sono state fatte cifre, ma c’è  la promessa del presidente Rossi di arrivare a un accordo per sostenerne l'avvio. Nulla invece si sa dei 6 milioni di euro che il futuro parco scientifico deve alla Provincia

2 MINUTI DI LETTURA





PRATO. La Regione non desiste sul Creaf. Ancora in stand by il centro di ricerca italo-cinese, in virtù delle fortissime resistenze pratesi a mettere insieme le conoscenze sul tessile con i competitori orientali, la giunta regionale è pronta a sottoscrivere un accordo congiunto con la giunta provinciale per assicurare l'operatività degli 11.000 metri quadri. Forse, già domani. Con un voto di ratifica in settimana dei due esecutivi.

La notizia è arrivata in commissione controllo e garanzia di palazzo Banci-Buonamici presieduta dal consigliere del gruppo misto, Riccardo Bini. In risposta a una lettera firmata un mese fa dal presidente della società, Luca Rinfreschi l'ente governato da Enrico Rossi ha assicurato il proprio impegno per garantire un futuro al parco scientifico e tecnologico. Non diradando, almeno per il momento, tutte le perplessità. Nella bozza sottoposta al segretario generale, Massimo Migani nessuna menzione a precisi esborsi finanziari, mentre – cosa che ha messo in fibrillazione i consiglieri di minoranza – manca ogni riferimento alla situazione pregressa di Creaf: ovvero i 6 milioni di euro più interessi da restituire alla Provincia, che del centro è peraltro socia.

Rinfreschi, intanto, sottolinea l'aspetto positivo dell'aiuto di Firenze: “Significa che la Regione crede ancora in Creaf e nel nostro territorio. Penso che a questo punto siano i soci in assemblea (entro il 30 settembre, ndr) a dover dire se credono ancora in questo progetto. Io resto dell'idea che certi processi sia meglio gestirli che subirli”. L'esempio è la collaborazione con i cinesi: ferma a Prato sul lato della ricerca ha conosciuto un'accelerazione a Firenze con la nascita del centro di design a villa Strozzi. A dimostrazione che se lo sviluppo resta ostruito sulle sponde del Bisenzio può pur sempre riversarsi sull'Arno.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Toscana

Camaiore, addio a Giuseppe Vecoli: conosciuto commerciante con la passione per le moto

di Roy Lepore