Gioco
Fuochi e marcia trionfale dell’Aida: così si chiude la festa di Prato - IL VIDEO
Migliaia in piazza Duomo fino a notte fonda con il naso in su per lo spettacolo pirotecnico. In corteo anche due gruppi teatrali e i mamuthones di Mamoiada in Sardegna
PRATO. Fuochi e musiche di Giuseppe Verdi, compresa la marcia trionfale dell’Aida, poi uno scroscio d’acqua che però non ha raffreddato gli animi. È finito così, con i fuochi d’artificio sparati dal chiostro del Duomo, davanti a migliaia di persone (la piazza gremitissima) la grande festa di Prato (VIDEO). Fiumi di gente in tutte le strade del centro storico a partire dal pomeriggio. È questa l’immagine che ha regalato Prato nel giorno della sua festa più importante: quella dell’8 settembre, natività di Maria. Camminare per le vie del cuore cittadino era quasi impossibile dalle persone che si erano riversate in centro. In diversi angoli della città iniziative varie, mentre in Duomo altre celebrazioni religiose dopo quella solenne della mattina, per onorare la Vergine del Sacro Cingolo.
Un momento dello spettacolo pirotecnico
Alle venti in punto la campana di Palazzo Pretorio, dopo oltre vent’anni di silenzio, ha fatto riecheggiare i suoi rintocchi suonando a distesa. “La Risorta” è stata chiamata, nome che vuole sottolineare il suo ritorno alla vita dopo tutto questo tempo passato in silenzio. Da ieri il bronzo tornerà a scandire gli eventi più importanti della città. Il suo suono ha salutato l’uscita del gonfalone comunale con il sindaco Roberto Cenni, gli assessori e i consiglieri, il nuovo prefetto Maria Laura Simonetti e le autorità cittadine insieme ai rappresentanti della città gemellate. Presente anche il sindaco di Cochin (India), dove le suore domenicane di Iolo hanno una missione. Sono seguiti i gonfaloni della Regione Toscana, quello della Provincia di Prato con il presidente Lamberto Gestri, assessori e consiglieri e i vari Comuni del territorio pratese oltre ad altre amministrazioni toscane e non solo.
Sfilano "le farfalle"

La sfilata dei mamuthones di Mamoiada


E’ stata una girandola di colori il corteggio seguito da migliaia di persone in tutti gli angoli della città e fin dal pomeriggio di domenica 8 settembre. Gruppi storici con costumi curati nei minimi particolari e con il fascino degli sbandieratori che hanno creato non poche coreografie nell’aria. Come sempre il corteggio è stato aperto dalle immancabili chiarine il cui suono, insieme a quello dei tamburi, è diventato eco della festa pratese. Quest’anno hanno sfilato anche i “Piccoli Alfieri di Prato”, applauditissimi durante il loro passaggio mentre davano prova della loro abilità suonando i tamburi e lanciando in aria le bandiere. E poi gruppi che hanno richiamato l’attenzione del pubblico con i loro suoni e folclore del paese di provenienza come gli sbandieratori e musici di Castelfidardo, il gradito ritorno dei Mamuthones, i musici e gli sbandieratori di Borgovalsugana, il gruppo musici della Giostra del Saracino di Arezzo e i Terziari Massetani di Massa Marittima. Il Corteggio è stato chiuso da una delle novità della manifestazione: la partecipazione dei Mamuthones di Mamoiada al corteo che hanno fatto suonare i campanacci legati dietro la schiena durante il percorso. Dopo il corteggio e l’ostensione della Cintola di Maria, tutti a naso in su per i fuochi.
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