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Prato

la legge 181

Alloggi per il disagio mentale e una rete per le famiglie

di Alessandra Agrati
Alloggi per il disagio mentale e una rete per le famiglie

PRATO. La 181 (per migliorare i servizi sul disagio mentale e per completare la riforma dopo la legge Basaglia) non è ancora legge, ma a Prato viene in parte già applicata. Esiste una rete tra...

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PRATO. La 181 (per migliorare i servizi sul disagio mentale e per completare la riforma dopo la legge Basaglia) non è ancora legge, ma a Prato viene in parte già applicata. Esiste una rete tra familiari e strutture che aiuta chi si trova a cospetto di questo problema. «Siamo all' avanguardia rispetto ad altre realtà – spiega Giorgio Cioni presidente dell’associazione per la difesa dei malati psichici Diapsigra- soprattutto per quanto riguarda la collaborazione fra pazienti, familiari e personale specializzato. Questo è un passaggio molto importante perchè spesso ci si sente soli, sapere che qualcuno ha già fatto un percorso simile al tuo e ti può aiutare è sicuramente un modo per iniziare con meno angoscia una strada dolorosa». Lavorare in rete, quindi, è quello che la legge vorrebbe rendere obbligatorio, oltre a stabilire “chi deve fare che cosa”. Un altro elemento evidenziato dalla proposta di legge è l'aspetto finanziario. «Bisogna cercare di dividere meglio le risorse – spiega Cioni – la maggioranza dei finanziamenti vengono concessi alle associazioni che ospitato i pazienti per lungo tempo; bisogna invece favorire percorsi più brevi con l'obiettivo di restituire ai malati una vita più dignitosa possibile». Il ragionamento del presidente parte da un esempio concreto; garantire a chi può farlo un lavoro agevola l'integrazione nelal società e innesca un percorso virtuoso anche dal punto di vista economico. «Con la nostra associazione – continua Cioni – riusciamo a fare questo percorso con buoni risultati, inoltre abbiamo costituito una sorta di rete di autoaiuto e di collaborazione far familiari, pazienti e medici. Sicuramente Prato, rispetto ad altre realtà, è un'oasi felice, il dipartimento di salute mentale funziona molto bene, ma non ovunque è così, per questo è necessario sostenere la 181». La collaborazione fra privato e pubblico è un altro punto di forza a Prato. «Cravedi - continua Cioni – ha firmato una delibera per cui la palazzina dell'attuale oncologia, quando l'ospedale nuovo sarà funzionante, verrà adibita alla salute mentale e la nostra associazione avrà un ruolo importante anche nella progettazione degli spazi, aspetto fondamentale per l'accoglienza». L'attenzione verso la salute mentale è condivisa anche dall' amministrazione comunale. «Stiamo realizzando altri sei appartamenti di assistenza psichiatrica – annunci all'assessore Dante Mondanelli - per cercare di dare uno spazio proprio, ma protetto ai pazienti».

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