Il Tirreno

Prato

In migliaia lungo le strade per assistere al Corteggio storico - Video - Foto 1 e - Foto 2

Azelio Biagioni
In migliaia lungo le strade per assistere al Corteggio storico - Video   - Foto 1  e - Foto 2

Dopo i rintocchi della campana del Palazzo Pretorio è cominciata la sfilata che ha percorso le vie del centro

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PRATO. Fiumi di gente in tutte le strade del centro storico a partire dal pomeriggio. E’ questa l’immagine che ha regalato Prato nel giorno della sua festa più importante: quella dell’8 settembre, natività di Maria. Camminare per le vie del cuore cittadino era quasi impossibile dalle persone che si erano riversate in centro. In diversi angoli della città iniziative varie, mentre in Duomo altre celebrazioni religiose dopo quella solenne della mattina, per onorare la Vergine del Sacro Cingolo. In piazza Duomo i presenti potevano ammirare una modella con indosso un abito molto particolare: la gonna rappresentava il pulpito di Donatello mentre il cappello era la copertura dell’opera che fa bella mostra di se dalla Cattedrale.

LE FOTO DELLA MESSA SOLENNE

Via Magnolfi era diventata teatro degli sbandieratori “Città di Firenze”, in piazza San Francesco alcuni balestrieri davano prova della loro maestria nel fare centro a diversi metri di distanza e in piazza del Comune un altro gruppo dei partecipanti al corteggio faceva divertire gli intervenuti. Alle venti in punto la campana di Palazzo Pretorio, dopo oltre vent’anni di silenzio, ha fatto riecheggiare i suoi rintocchi suonando a distesa. “La Risorta” è stata chiamata, nome che vuole sottolineare il suo ritorno alla vita dopo tutto questo tempo passato in silenzio. Da ieri il bronzo tornerà a scandire gli eventi più importanti della città. Il suo suono ha salutato l’uscita del gonfalone comunale con il sindaco Roberto Cenni, gli assessori e i consiglieri, il nuovo prefetto Maria Laura Simonetti e le autorità cittadine insieme ai rappresentanti della città gemellate. Presente anche il sindaco di Cochin (India), dove le suore domenicane di Iolo hanno una missione. Sono seguiti i gonfaloni della Regione Toscana, quello della Provincia di Prato con il presidente Lamberto Gestri, assessori e consiglieri e i vari Comuni del territorio pratese oltre ad altre amministrazioni toscane e non solo.

CORTO

E’ stata una girandola di colori il corteggio seguito da migliaia di persone in tutti gli angoli della città. Gruppi storici con costumi curati nei minimi particolari e con il fascino degli sbandieratori che hanno creato non poche coreografie nell’aria. Come sempre il corteggio è stato aperto dalle immancabili chiarine il cui suono, insieme a quello dei tamburi, è diventato eco della festa pratese. Quest’anno hanno sfilato anche i “Piccoli Alfieri di Prato”, applauditissimi durante il loro passaggio mentre davano prova della loro abilità suonando i tamburi e lanciando in aria le bandiere. E poi gruppi che hanno richiamato l’attenzione del pubblico con i loro suoni e folclore del paese di provenienza come gli sbandieratori e musici di Castelfidardo, il gradito ritorno dei Mamuthones, i musici e gli sbandieratori di Borgovalsugana, il gruppo musici della Giostra del Saracino di Arezzo e i Terziari Massetani di Massa Marittima.

Quest’ultimi due gruppi invitati in omaggio al vescovo Franco Agostinelli, che quest’anno vede il corteggio per la prima volta da presule di Prato. Al termine del corteo, dal pulpito di Donatello il vescovo Agostinelli ha impartito la solenne benedizione con la Sacra Cintola. Infine, dal chiostro del Duomo spettacolo pirotecnico-musicale che ha chiuso la festa mariana. I festeggiamenti si erano aperti con il Pontificale in Duomo presieduto dall’arcivescovo di Siena-Colle Val d’Elsa-Montalcino monsignor Antonio Buoncristiani e concelebrato dal vescovo Franco Agostinelli e dal vescovo emerito di Prato Gastone Simoni. Finita la funzione religiosa monsignor Buoncristiani ha impartito la benedizione con la cintura appartenuta a Maria, benedizione rivolta in mondo particolare agli ammalati presenti.

Già prima delle 19 il centro era pieno di persone

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Alle 19 gli spalti di piazza Duomo erano già pieni

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