Sicurezza
Piazza Mercatale, residente presenta un esposto ai vigili urbani
«Musica fino alle 4 di notte e schiamazzi anche nelle ore seguenti. Si è perso la decenza»
PRATO. «Sono residente in Piazza Mercatale e Vi scrivo per denunciare gli ennesimi episodi di maleducazione e totale mancanza di rispetto, con musica ad alto volume e schiamazzi che sono perdurati questa notte, fino alle 4 del mattino». A scrivere è Fabio Caregnato uno dei residenti di piazza Mercatale alle prese con i rumori di questi giorni e che ha presentato un esposto ai vigili urbani. «Nonostante le numerose telefonate ai vigili urbani e ai carabinieri -aggiunge - solo alle 4 del mattino, appunto, quando si è affacciata una pattuglia dei carabinieri, la musica è finalmente cessata mentre i rumori e le grida sono proseguiti ancora».
«L'amara riflessione - è sempre Caregnato a parlare - indotta anche dalla notte passata in bianco, è che la piazza più grande della città, la piazza storica delle manifestazioni pubbliche e del commercio, è stata di fatto appaltata a birrai e porchettari, con il pretesto della rievocazione della tradizione medievale. La cosiddetta "Festa Medievale" che occupa i giardini della Piazza non è altro che una fiera di stand di venditori di birra e di varia paccottiglia che niente ha a che vedere con una tradizione medievale della quale si prende a pretesto il richiamo dello spettacolo della Palla Grossa, senza curarsi di organizzare eventi culturali al contorno o formazione ed informazione tra i cittadini. L'orgoglio pratese risiede tutto nell'abbandonare una piazza all'anarchia del consumo di alcolici, senza essere capaci di gestire la pulizia e l'ordine pubblico. Ognuno è lasciato libero di poter fare ciò che vuole, l'importante è che consumi, che paghi, che dia sfogo alle proprie peggiori pulsioni».
«In fondo - conclude Caregnato - la violenza del gioco che abbiamo osservato tutti nella prima partita della Palla Grossa, tra gialli e rossi, è proprio l'emblema delle scelte di una amministrazione comunale, che ha concesso di poter fare tutto, anche ciò che normalmente è proibito e illegale, sacrificando cultura, storia e tradizioni alle ragioni della grancassa mediatica e commerciale. Mi rendo conto che tale riflessione può apparire partigiana ma, credetemi, è assolutamente necessario che si riconsideri tutto ciò che sta accadendo nella nostra città, dal centro storico alle periferie, perché si è perso ormai il senso del limite e della decenza».
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