Italia
Il vescovo bacchetta Obama
Alla messa per la Siria: «Digiuniamo contro chi si crede padrone del mondo»
PRATO. Mentre il vescovo Franco Agostinelli durante l'omelia della messa prefestiva ricordava che «il nostro digiuno deve essere una clamorosa protesta contro chi si crede padrone del mondo e quindi autorizzato a decidere della vita degli altri», molti politici hanno deciso di fare proprio l'appello di papa Francesco. Lamberto Gestri, presidente della Provincia ieri ha cercato di osservare il digiuno mangiando poco e negli orari dei pasti, più rigoroso l'assessore comunale Giorgio Silli che ha interpretato la richiesta del pontefice in modo più restrittivo. «E' come se fosse venerdì Santo, è dura arrivare a sera ma penso che sia giusto offrire un sacrificio al Signore, del resto ho sempre rispettato i precetti della Chiesa». E di sacrificio ha parlato anche il vescovo ricordando che «digiuno e preghiera sono un piccolo ma importante contributo perchè il dono supremo della pace sia per tutti i popoli».Una visione più laica, invece per Simone Tripodi capogruppo Pd alla Circoscrizione Est. «Ho aderito a questa forma di protesta perché ci sono momenti in cui bisogna fermarsi e riflettere oggi non si può essere indifferenti a queste parole di pace perché come diceva Gramsci l'indifferenza è abulimia, è parassitismo è vigliaccheria non è vita». Anche il consigliere provinciale del Pdl Andrea Bonacchi ieri non ha mangiato: «Rispondo con convinzione e personale partecipazione all'appello del Papa e del Vescovo affinchè venga scongiurata la guerra folle e pericolosissima in Siria». Oltre Ombrone c'è Marco Martini sindaco di Poggio a Caiano che ha aderito sia a carattere personale partecipando anche alla veglia di preghiera alla sua parrocchia di Bonistallo sia come Comune esponendo la bandiera per la pace. «La via deve essere quella del dialogo e del negoziato - dice - non quella di rispondere alla violenza con altra violenza contemporaneamente deve essere condannato l'uso delle armi chimiche. In questo difficile momento serve la voce di tutta l'opinione pubblica per orienbtare le scelte della politica».
Alessandra Agrati
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