Il Tirreno

Prato

Una vita al Copernico la storia di Elena da studentessa a prof

di Maria Lardara

Sui banchi di scuola nel 1990 inizia la passione per le lingue che si trasforma in amore per la didattica. Ora è di ruolo

3 MINUTI DI LETTURA





PRATO. Liceo "Copernico", 1990. Elena Sibilio ha lo zaino sulle spalle e tanta voglia di imparare le lingue straniere. Liceo "Copernico", 2013. La fotografia è cambiata. Quella bambina dal carattere un po’ timido di nome Elena è cresciuta, ha 37 anni e viaggia sempre con i libri di testo sotto braccio sui corridoi di via Borgovalsugana. Solo che dentro quei libri non ci sono più materie da imparare, bensì da insegnare. Una, in particolare: l'inglese.

Dopo 18 anni, l’ex allieva del "Copernico" è tornata nella sua scuola dove è entrata di ruolo con la cattedra di inglese.E l’effetto è, per dirla con Elena, ancora in festa per la fresca nomina, «disarmante». «Un po’ estraniante il fatto di ritrovarsi per colleghi i tuoi ex insegnanti ai quali una volta davi del “lei” mentre ora ti rivolgi con il “tu”», racconta Elena Sibilio con il sorriso sulle labbra. Le piace elencare i nomi delle ex professoresse che d'ora in poi saluterà come colleghe: Stefania Zampiga (che a Elena ha trasmesso la passione per l’inglese), Paola Minucci (tedesco) e Mariella Sutera (scienze naturali).

Da alunna Elena è cresciuta nella sezione “L”, da prof di inglese ora andrà insegnare nelle sezioni “B”, “E” e “F” dello scientifico. «Ricordo che per stradario alle superiori mi sarebbe toccato il liceo “Livi”. Feci il cambio di residenza pur di iscrivermi al "Copernico" e provare la sperimentazione linguistica. Fu lì che sbocciò l’amore viscerale per le lingue straniere». Ma l’idea di insegnare non passava proprio per la testa di Elena. Che subito dopo il liceo s’iscrisse all’università, corso di laurea in lingua e letteratura inglese a Firenze, per poi intraprendere la carriera universitaria con tanto di dottorato triennale fino al 2006. A trent’anni Elena capì che il mondo della ricerca non le apparteneva più. «Quindi iniziò una collaborazione con una scuola di lingua per stranieri a Firenze. Intanto, durante l’ultimo anno di dottorato Elena, s’iscrisse alle Ssis per conseguire l’abilitazione. «Inserita in graduatoria di terza fascia, ottenni subito una supplenza al Buzzi: lì avvenne la folgorazione per l’insegnamento». La strada era tutta in salita, passando da un periodo di precariato. Ma era destino che Elena continuasse ad avere legami con quel "Copernico" che aveva nel cuore. «Alle Ssis ritrovai come tutor la professoressa Assunta Nappi. Fu grazie alla sua buona presentazione se, appena abilitata, venni chiamata dalla scuola parificata “Santa Caterina de’ Ricci per insegnare inglese. Mi offrirono un tempo indeterminato ma io rifiutai: il mio sogno era lavorare in una scuola pubblica e laica».
Non manca, nel ricco curriculum di Elena, un’esperienza di sei mesi in un college americano. «Così persi punteggio in graduatoria: nonostante fossi 15esima in prima fascia, venivo sempre richiamata dalla graduatoria di terza fascia per incarichi di supplenze annuali. Ho lavorato alle medie “Don Bosco”, “Lippi” e “Salvemini-La Pira” a Montemurlo. Finché, lo scorso anno tornai al "Copernico" per una supplenza in alcune classi della sezione "B". Dove quest’anno ritornerò non da supplente ma di ruolo».

Un traguardo che Elena non s’aspettava di tagliare. Lei che – dice - è sempre stata refrattaria alla burocrazia delle graduatorie. Tanto che quest’anno, alle convocazioni per gli incarichi a tempo indeterminato (30 agosto), non si era nemmeno presentata. Furono due sms sul suo cellulare a insospettirla: «Complimenti Elena, sei entrata di ruolo», le scrivevano i colleghi.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa